Non sono più tanto belle le armi da fuoco, vero Dan?

Fra i superstiti dell'attentato a Las Vegas c'è anche Dan Bilzerian, qualcuno che ha sempre idolatrato il culto delle armi senza però mai considerarne le reali conseguenze

Sono ore tragiche per Las Vegas. Dai piani alti del Mandalay Bay Hotel and Casino, un uomo di 64 anni, tale Stephen Paddock, ha aperto il fuoco con armi automatiche sulla folla sottostante che stava partecipando al Route 91 Harvest Festival. Finora si contano 50 vittime fra i partecipanti dell’evento country e 200 feriti più o meno gravi. Non è ancora chiaro il motivo della strage messa in atto dall’uomo che ora, pare, è già stato abbattuto dalla polizia e pertanto non potrà aiutare molto nelle indagini. Si parla già della sparatoria più sanguinosa della storia americana, cioè di un posto già di suo abbastanza sanguinoso quando si parla di sparatorie. La sua complice, una donna di 62 anni, è stata invece catturata viva.

Ne stiamo sentendo parlare tutti, perché la notizia sta giustamente invadendo i feed dei social e di Google con rapidità. Ad aiutare questa propagazione lampo c’è anche una tragica coincidenza, ovvero il fatto che al momento degli spari si trovasse fra la folla una persona che su Instagram e più in generale su Internet è davvero famosa: Dan Bilzerian. Senza spendere troppo tempo a descrivere chi è e cosa fa, siamo tutti d’accordo che sia forse il precursore dei vari Gianluca Vacchi e compagnia, essendo stato uno dei primi a spiattellare su Instagram gli eccessi della propria “bella vita” da milionario eccentrico fra barche, donne, elicotteri e robe da vero macho come fucili da guerra e supercar esotiche.

Eppure questa volta nelle stories è apparso un uomo diverso. Un uomo che, visibilmente terrorizzato, si riprende al cellulare mentre corre via dalla zona del concerto sotto attacco. Sparita completamente l’aria da maschio alfa circondato di ragazze perennemente mezze nude (sull’affare sessismo si potrebbe aprire tutto un altro dibattito, ma è già stato ampiamente discusso e soprattutto rischieremmo di andare o off topic), stavolta ci è apparso il volto di qualcuno che ha appena visto la morte a pochi metri di distanza. «Cazzo! Hanno sparato alla ragazza di fianco a me. Un proiettile le ha colpito la testa e il suo cervello era dappertutto» racconta, mentre in sottofondo si sente ancora la sparatoria fra la polizia e l’attentatore.

Una scena terribile, a cui nessuno vorrebbe mai assistere e che soprattutto non augureremmo a nessuno di vivere sulla propria pelle. Vero. Però dall’altra parte non ho potuto fare a meno di pensare a tutti quei video (il suo Instagram è pieno) di Bilzerian che gioca a fare Rambo, scaricando interi caricatori di armi da guerra, magari in slow motion, mentre tutt’attorno sorridono compiaciute le squinzie svestite del suo harem personale.

Questa volta però, complice un evento tragico, si è messa a nudo non tanto la stupidità di un personaggio di per sé abbastanza finto e costruito, ma la conseguenza reale di una perversione (ahimè, non soltanto americana) che liberalizza, esalta ed elegge al quotidiano veri e propri strumenti di morte. Ora non sono più tanto belle le armi, vero Dan?

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