Las Vegas, sparatoria sulla folla, l’ISIS rivendica l’attacco

Il killer che ha sparato sulla folla durante un festival country è stato ucciso dalla polizia che nel frattempo esclude la pista del terrorismo. Ricercata una donna

Durante un festival di musica country a Las Vegas, un uomo ha aperto il fuoco sulla folla, causando più di cento feriti – di cui 12 gravi – e togliendo la vita a venti persone, anche se il numero delle vittime potrebbe salire nelle prossime ore.

L’uomo, un abitante di Las Vegas, intorno alle 22,30 (alle 7,30 circa italiane) ha sparato dal 32esimo piano del Mandalay Bay Casino, uno degli hotel più celebri della città del Nevada, da un terrazzo affacciato sulla Strip, la parte finale di South Las Vegas Boulevard, ovvero la via più famosa della città, dove era in corso il concerto di Jason Aldean.

Al momento le autorità hanno escluso la possibilità che si tratti un attacco terroristico, anche se non si esclude la pista del “lupo solitario”. La polizia, inoltre, ha riferito di aver ucciso il killer e di essere attualmente alla ricerca di una donna asiatica che, secondo il database dell’albergo, era la sua compagna di stanza.

Dai video diffusi in rete si distinguono gli spari di almeno un arma automatica durati circa un minuto, con la folla terrorizzata che subito ha iniziato a fuggire. Fra i testimoni anche la star di Instagram Dan Bilzerian, che nel video pubblicato sui suoi canali grida: «A questa ragazza hanno appena sparato in testa».

AGGIORNAMENTO 12,30

Il conto delle vittime sale: sarebbero infatti 50 le persone uccise dai colpi d’arma da fuoco, circa 400 i feriti per quella che è già diventata la più sanguinosa sparatoria della storia americana. Il killer è stato identificato, si tratta di Stephen Paddock, un americano di 64 anni, residente a Mesquite, in Nevada e secondo alcuni media era un soggetto già noto alla polizia. Arrestata anche la donna sospettata di essere la complice, Mary Lou Danley di 62 anni.

AGGIORNAMENTO 14,00

Stando a quanto diffuso dalle autorità locali, il killer Stephen Paddock si sarebbe tolto la vita dopo aver commesso la strage. Rilasciata invece Mary Lou Danley, la convivente di Paddock, inizialmente fermata con il sospetto di complicità. Nel frattempo la polizia di Mesquite, la cittadina di 20.000 abitanti da cui proveniva Paddock, ha negato di aver già avuto a che fare con l’uomo, il quale risulta totalmente incensurato, senza nessun legame politico o religioso che potesse far prevedere quanto successo. «Non c’era alcuna indicazione che potesse fare una cosa del genere – ha detto durante un’intervista il fratello del killer, Eric Paddock – Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa, siamo scioccati». Il numero delle vittime è salito a 58.

AGGIORNAMENTO 3/10

Sono in totale 59 i morti mentre più di 500 i feriti in seguito alla tragedia di ieri, quando l’incensurato Stephen Paddock ha aperto il fuoco sulla folla accorsa sulla Strip, la strada più celebre e affollata di Las Vegas, in occasione di un festival country.

È stata la sparatoria di massa più sanguinosa nella storia degli Stati Uniti ma finora le autorità hanno negato un possibile collegamento fra Paddock e organizzazioni terroristiche come lo Stato Islamico. Tuttavia, è di ieri pomeriggio il comunicato diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale dell’ISIS, in cui Paddock viene definito un “soldato dello Stato Islamico”, anche se la notizia sembra poco probabile.

Non è infatti la prima volta che l’ISIS ‘si prende il merito’ di attacchi che hanno ben poco a che fare con le ragioni dello Stato Islamico, per cui gli esperti di terrorismo dubitano riguardo a un legame fra Paddock e l’organizzazione di al Baghdadi, soprattutto data la provenienza e l’età dell’uomo. Tuttavia, l’insistenza con cui le agenzie di stampa affiliate al gruppo terroristico stanno rivendicando la tragedia di Las Vegas, ha fatto sì che la pista che porta all’affiliazione non sia ancora stata esclusa.