Come la ‘Trumpcare’ metterà nei guai le donne con difficoltà economiche

Dopo l'insediamento di Donald Trump, ecco come sta cambiando la riforma sanitaria negli Stati Uniti, dove le fasce più povere della popolazione ora dovranno cavarsela da sole
Il presidente Donald Trump durante il meeting per la riforma sanitaria nella Roosevelt Room alla Casa Bianca. Foto di Michael Reynolds-Pool/Getty Images)

Il presidente Donald Trump durante il meeting per la riforma sanitaria nella Roosevelt Room alla Casa Bianca. Foto di Michael Reynolds-Pool/Getty Images


Lunedì il Congressional Budget Office ha pubblicato la sua stima degli effetti economici dell’American Health Care Act, la riforma che abbiamo imparato a conoscere come Trumpcare. Il CBO sostiene che nonostante i tagli alle tasse per i più abbienti, Trumpcare potrà produrre una riduzione del deficit di 337 miliardi di dollari in otto anni, principalmente grazie all’eliminazione dei sussidi di Obamacare che hanno consentito accesso all’assicurazione sanitaria a cittadini con un reddito basso.

Trumpcare, inoltre, ridurrà i fondi del programma Planned Parenthood. Questo significa impedire ai pazienti dal reddito più basso, cittadini che utilizzano Medicaid, di accedere a trattamenti sanitari importanti. I repubblicani che vogliono chiudere il programma sostengono che i pazienti Medicaid possono benissimo andare da qualche altra parte. Certo, pensare che l’infrastruttura sanitaria americana possa assorbire i 2,5 milioni di pazienti di Planned Parenthood è sempre sembrata un’assurdità, ma il rapporto CBO ci fornisce alcuni elementi per pensare il contrario.

Il rapporto sostiene che impedire ai pazienti di Planned Parenthood di usare Medicaid garantirebbe al governo un risparmio di 178 milioni di dollari. Se i detrattori del programma hanno ragione a dire che questi pazienti possono trovare cure altrove, allora i tagli non dovrebbero ridurre i costi di Medicaid. Il denaro risparmiato arriva da persone che abitano in posti dove non esistono alternative a basso costo per ricevere Pap Test, mammografie e test per le malattie sessualmente trasmissibili.

Il report del CBO, comunque, non contiene solo buone notizie per chi crede che colpire i diritti sanitari dei più poveri sia un buon modo per ridurre il deficit. Non serve una laurea in Economia per capire che togliere Planned Parenthood significa ridurre l’accesso ai contraccettivi, aumentando quindi le gravidanze. Il CBO stima che Medicaid dovrà pagare per migliaia di nascituri, parecchi provenienti da famiglie già qualificate per il programma.

C’è un altro set di spese, poi, che il CBO non considera: quelle relative alla tardiva scoperta e trattamento del cancro e delle malattie sessualmente trasmissibili. Quando le cliniche di Planned Parenthood chiuderanno, i pazienti perderanno l’accesso a trattamenti fondamentali, non solo ai contraccettivi e all’aborto. Ci permettiamo di dirlo con certezza proprio perchè è già successo in Texas, dove l’esperimento è stato tentato di recente. Tagliare i fondi a Planned Parenthood è stato un bagno di sangue economico e sociale e ha determinato una crisi della sanità pubblica tanto crudele quanto inutile.

Nel 2011 il governo del Texas ha tagliato i fondi per il family planning di due terzi e ha impedito a Planned Parenthood di accedere a quel poco che restava. La legge texana, inoltre, aveva già impedito alle cliniche dove si pratica l’aborto di accedere ai fondi, ma Planned Parenthood – il più grande fornitore di trattamenti medici del genere in tutto il paese – riusciva comunque ad agire grazie alla sua natura giuridica differente. Il legislatore, però, ha scelto di fare la guerra a Planned Parenthood senza pensare alle conseguenze per i pazienti: dato che discriminare il programma è contro la legge attuale, lo stato ha perso tutti i restanti fondi federali assegnati al family planning.

Le proteste contro la nuova riforma sanitaria proposta dall'amministrazione Trump. Foto di Mark Makela/Getty Images

Le proteste contro la nuova riforma sanitaria proposta dall’amministrazione Trump. Foto di Mark Makela/Getty Images

Nel 2013 la campagna Nuestro Texas ha studiato nel dettaglio la storia dell’impatto che ha avuto sulle donne latine in condizione di povertà la chiusura del 28% delle cliniche della Lower Rio Grande Valley – e il conseguente rialzo dei costi di quelle rimaste aperte. (L’autrice di questo articolo ha lavorato per il Center for Reproductive Rights, uno dei gruppi che ha partecipato alla campagna Nuestro Texas, anche se non ha preso parte alla costruzione del report).

Le storie raccontate da Nuestro Texas sono tragiche: i noduli comparsi sul seno di Brenda non sono stati esaminati a causa dell’assurda lista d’attesa e dell’aumentato costo del test. Ida, una paziente a cui l’HPV ha causato il cancro cervicale, si è trovata costretta a scegliere tra un Pap Test e dar da mangiare ai suoi figli. Mayda non aveva i migliaia di dollari necessari per una mammografia, ha passato quattro anni con dei noduli senza sapere se avesse il cancro o meno. Daniela ha aspettato sei mesi per una mammografia ma, quando l’attesa è finita, la clinica non aveva più l’attrezzatura necessaria per eseguire il test. Dopo che la sua clinica ha perso tutti i fondi, Fatima è riuscita a prendere la pillola solo quando gliela procuravano in Messico. Molte donne raccontano di aver attraversato il confine per ricevere le cure mediche. Adriana non poteva togliersi una cisti alle ovaie negli Stati Uniti, quindi è andata in Messico, attraversando un fiume a nuoto per tornare dalla sua famiglia.

I tagli del Texas hanno impedito a 144,000 donne di accedere ai servizi del family planning. Dopo che i costi di Medicaid sono schizzati alle stelle, a causa dell’aumento delle donne aventi diritto d’accesso per gravidanze indesiderate, i Repubblicani Texani hanno cercato di ripristinare i fondi. Ma anziché darli alle cliniche sopravvissute hanno scelto di indirizzare il flusso di denaro verso quei primary care providers che non hanno la capacità di rispondere ai bisogni delle aree più povere o più rurali. La maggior parte di questi providers non ha l’esperienza o l’efficienza delle cliniche del family planning, quindi molti servizi sanitari (screening per i malati di cancro, contraccettivi a lungo termine) sono diventati più difficili da ottenere.

Sono 82 le cliniche chiuse in Texas solo nel 2014, un terzo di queste apparteneva al programma Planned Parenthood. Lo Stato ha imparato cosa significa smantellare la sua infrastruttura sanitaria: una volta fatto il danno è difficile rimettere tutti i pezzi al loro posto. Anche dopo aver ripristinato i fondi, infatti, lo Stato riesce a soddisfare i bisogni di metà delle donne che ne usufruivano prima.

Il problema è che il nostro governo ha esternalizzato gran parte della rete sanitaria riproduttiva, escludendo Planned Parenthood. Non esiste nessun altro sistema con la stessa capacità e riconoscibilità, un posto affidabile dove chi è in difficoltà economiche può ricevere assistenza. Questo è diventato chiaro a tutti quando la Louisiana ha cercato di giustificare i tagli a Planned Parenthood, presentando in tribunale una lista di 2,000 provider alternativi – tra cui dermatologi, dentisti e infermiere. La lista, una volta corretta, conteneva solo 29 nomi.

Chi vuole eliminare Medicaid sa perfettamente che la chiusura di Planned Parenthood causerà problemi a migliaia di pazienti, ma non gli interessa granchè. Chi è contro l’aborto sa che non ci sono speranze per renderlo di nuovo illegale, quindi utilizzano strumenti economici per impedire ai più poveri di averne. Se per raggiungere questo obiettivo sono disposti a privarli di ulteriori cure mediche, che lo facessero. Dire a chi è povero di cavarsela da solo è il vero significato di Trumpcare.