Westworld - Jonathan Nolan, Lisa Joy
Recensioni

Westworld
Jonathan Nolan, Lisa Joy

Immaginate di svegliarvi come ogni mattina e di cominciare la vostra giornata: salutate vostro padre seduto in veranda, fate tappa in città per fare compere, poi come al solito vi dirigete allo stagno per dipingere il paesaggio davanti a voi. La sera, tornati a casa, vi rimette a letto immaginando che magari l’indomani incontrerete l’amore della vostra vita, vi addormentate, e sognate. Sognate di essere nudi in un laboratorio scientifico incapaci di muovervi mentre qualcuno davanti a voi si occupa di riprogrammarvi. Ma tranquilli, è soltanto un terribile incubo, vero?


Westworld ci trasporta all’interno di un mastodontico parco a tema western, dove ricchi avventori godono dell’opportunità di realizzare liberamente le proprie fantasie contando su una vastità di scenari e storie diverse che si replicano identiche giorno dopo giorno, godendo della piena libertà di azione in totale sicurezza grazie all’incessante lavoro di tecnici e gestori del colossale impianto. A popolare questa sorta di “Truman Show” interattivo in salsa vecchio west migliaia di robot assemblati con lo scopo di vivere delle esistenze prestabilite per il divertimento altrui, alla mercé di chiunque paghi il biglietto d’ingresso. Almeno fino al momento in cui gli automi non si risveglieranno dal loro maledetto incubo e si ribelleranno.

Il fratellino di Christopher Nolan, Jonathan, già sceneggiatore di molti suoi film e creatore dell’appena terminata Person of Interest, fa team con Lisa Joy, sua moglie, per adattare l’omonima pellicola di fantascienza firmata dal sommo Michael Chricton in una serie targata HBO. Produce il Re Mida della tv J.J. Abrams. Il prodotto finale è fra i più ambiziosi visti in televisione nei tempi recenti, un’opera visivamente potente e di ampio respiro che, tra un colpo di pistola e un arto meccanico, discute temi altissimi quali la natura umana e ciò che la caratterizza, non solo nei sentimenti più nobili, ma anche nelle necessità e negli istinti più abietti. E l’interrogativo che sembra porre è: quando l’umanità ha raggiunto un grado di evoluzione tale da poter controllare un mondo e gli “individui” suo interno, può dirsi ancora umana? O forse non è più umana la schiavitù della routine, l’assoggettamento irrequieto a un potere più grande e la voglia di spezzare un ciclo, di aspirare a qualcosa di migliore, anche se incarnata da entità dalla carne sintetica?

Prendono parte alla serie attori del calibro di Evan Rachel Wood, Ed Harris, Thandie Newton, James Marsden ed il gigantesco Anthony Hopkins, che ha ormai capito che la ricerca di ruoli interessanti passa obbligatoriamente per il piccolo schermo.
State attenti a ciò che sognate, perché potrebbe già essere realtà.