Three Billboards Outside Ebbing, Missouri - Martin McDonagh
Recensioni

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Martin McDonagh


Frances McDormand l’anti-diva, Frances McDormand una delle migliori interpreti della sua generazione. Frances McDormand da Oscar. Non quello già vinto nel 1997 per Fargo ma quello che potrebbe (e dovrebbe) portare a casa per Three Billboards Outside Ebbing, Missouri.

«Quando morirò, sulla mia tomba ci sarà scritto ‘Qui giace Marge’ e va bene perché è un personaggio meraviglioso, ma posso dirvi che Mildred è una Marge cresciuta» ha detto l’attrice moglie di Joel Coen, dopo essere entrata in conferenza stampa, accolta da una vera e propria standing ovation. Ma d’altra parte gli applausi (stra-meritati) erano già iniziati in sala, e molto prima della fine della proiezione.

Mildred Hayes è la protagonista di Three Billboards Outside Ebbing, Missouri irresistibilmente ironica e insieme terribilmente cruda dark-comedy diretta da Martin McDonagh (In Bruges) che potrebbe portarsi a casa il Leone d’Oro. Una madre decide di affiggere i tre manifesti del titolo per accusare la polizia di non aver ancora trovato il colpevole a sette mesi dallo stupro e dall’uccisione della figlia adolescente. «Se i suoi ragazzi muoiono un genitore non ha più un termine che lo definisca» ha sottolineato la McDormand. Nel film l’attrice è dolente ma incontenibile e vendicativa: usa un trapano per bucare il dito di un dentista, lancia i cereali al figlio che la insulta a colazione, prende a calci i suoi amici a scuola e dà persino fuoco ad una centrale di polizia.

Sam Rockwell e Woody Harrelson alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Credit: Leonardo Cestari

Sam Rockwell e Woody Harrelson alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Credit: Leonardo Cestari

Dalla parte della “legge” ci sono l’autorevole sceriffo Woody Harrelson e il suo vice Sam Rockwell, violento e razzista cocco di mamma (pure lui da statuetta). Tutti strepitosi, proprio perché lontani dai cliché, dal dualismo buoni e cattivi, semplicemente e dolorosamente umani. Nel cast c’è anche il Tyrion Lannister di Game of Thrones Peter Dinklage.

I personaggi sono scalpellati al millimetro da una sceneggiatura che più letteraria e brillante non si può: «Se non hai l’elemento drammatico non puoi risultare così divertente» spiega Harrelson, e la McDormand aggiunge: «Martin è un maestro nell’unire malinconia e risata». Three Billboard non è un film sulla rabbia e non è nemmeno il ritratto di una piccola città in un’America indifferente, è piuttosto un western moderno e politicamente scorrettissimo. E Frances fa camminare la sua protagonista «come fosse John Wayne».