Atomica bionda - David Leitch
Recensioni

Atomica bionda
David Leitch


Avete presente la tipica Bond girl, il cui minutaggio sullo schermo è limitato alle pause di relax dell’agente segreto, prima di essere sacrificata per la gloria del maschio e della Corona? Ecco, il personaggio interpretato da Charlize Theron in Atomica bionda è l’esatto contrario: una donna che sta sempre un gradino sopra gli altri.

Gli uomini che giocano a fare le spie con lei sono destinati a morte certa: è una action hero femminile come non si vedeva dai tempi di Kill Bill, e per Theron è il ruolo che definisce una carriera. Ma se pensate a un filmetto leggero (il titolo è fuorviante, e per una volta non è colpa dei distributori italiani) vi sbagliate. Atomica bionda – tratto dalla graphic novel The Coldest City – è un cupo incrocio tra uno shoot’em up alla John Wick e un La talpa meno impegnativo.

Ambientato a Berlino durante la caduta del Muro, il film vede la superspia dell’MI6 Lorraine Broughton (Theron) impedire la vendita al nemico della classica lista di agenti sotto copertura, che rischia di prolungare la Guerra Fredda. Tutto qui è a favore dello stile, un mix tra estetica neon ’80 e virtuosismi di macchina, con l’aiuto dell’ottima colonna sonora synth pop. Memorabile un piano sequenza di combattimento di oltre cinque minuti, dove emergono la dedizione e l’atletismo della protagonista.

Ma Theron riesce a dare profondità al personaggio, aiutata da comprimari come James McAvoy, John Goodman e la fascinosa Sofia Boutella. Vedere lei e Charlize insieme sullo schermo, più intime che mai, è l’ennesima prova di carattere di Atomica Bionda. E una gioia per gli occhi.