The best day - Thurston Moore
Recensioni

The best day
Thurston Moore


«Noi non sapevamo scrivere musica, Kazu non sapeva cantare: avevamo uno stile alla Sonic Youth, ma rozzo». Così, dai gemelli Pace dei Blonde Redhead – a proposito del loro esordio nel 1994 – fino al pezzo, 20 anni dopo, Sonic Youth de Le Luci della Centrale Elettrica (“C’era
un rumore in lontananza / ma eri tu che ascoltavi i SY”), il gruppo americano è un archetipo di stile e, appunto, di rumore.

E Thurston Moore, a band ormai sciolta, in The Best Day suona “alla Sonic Youth”. Quella che potremmo scambiare per nostalgia è in realtà feedback, non solo di chitarre, ma letterale: l’effetto di una condizione – essere l’ex chitarrista della band alternativa per antonomasia – su chi l’ha provocata.

Che poi abbia suonato con vecchi amici di distorsore come Steve Shelley alla batteria e la bassista dei My Bloody Valentine Debbie Googe, fa intendere che Thurston si sia pure divertito. Noi fan sonici meno, e preferiamo riascoltare Demolished Thoughts (2011), anche se non suona “alla SY”. L’aveva prodotto Beck.

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