L'Estate Diabolika - Thierry Smolderen  e Alexandre Clerisse
Recensioni

L'Estate Diabolika
Thierry Smolderen e Alexandre Clerisse


Un trip di LSD, una vacanza nella Riviera francese, il 15enne Antoine che indaga sulla scomparsa di suo padre dopo essersi innamorato di una femme fatale. E poi, lui: Diabolik. L’Estate Diabolika è l’ultima opera del duo composto da Thierry Smolderen e Alexandre Clerisse, un romanzo che riesce a intrecciare la pubertà allo spionaggio da guerra fredda – due temi raramente in armonia tra di loro – creando un thriller interessante e abilmente diviso in due parti: il passato e il presente. Oltre che un palese omaggio all’eroe del fumetto italiano, L’Estate Diabolika presenta lo spaccato di un’Europa passata, in cui l’ombra lunga del nazismo accompagna le crescenti lotte sociali (quando il giovane Antoine viene attaccato in quanto borghese) e la minaccia sovietica. Una lettura particolarmente interessante per chi non ha vissuto appieno quegli anni e un buon tentativo di romanzo storico contemporaneo, seppur libero di sconvolgere la logica degli eventi.

La storia inizia in una località di mare francese e si concentra sul rapporto tra il giovane Antoine e suo padre. È una pigra estate scossa da una partita a tennis in cui tutti gli elementi di una vita segreta si infrangono, riducendo la guerra fredda a un banale scontro tra figli e padri. In pochi giorni, dopo quel momento, Antoine perderà molte certezze e scoprirà nuove cose (l’acido, per dirne una), conoscerà una misteriosa ragazza americana e si farà un amico. Tutto, inevitabilmente, sprofonderà nel caso in modo del tutto inaspettato, grazie al sapiente intreccio della premiata ditta Smolderen-Clerisse. «E che cosa c’entra Diabolik?», vi chiederete. Ma io ho una domanda migliore: «Dove inizia la spy story e finisce la storiella adolescenziale?».

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