The War - Il pianeta delle scimmie - Matt Reeves
Recensioni

The War - Il pianeta delle scimmie
Matt Reeves


Non è difficile trovare argomenti per difendere The War – Il pianeta delle scimmie: l’ultima opera di Matt Reeves è un’avventura tanto epica quanto intima, uno dei migliori film usciti quest’estate. Prima di tutto, però, fatemi spendere alcune parole per la performance pazzesca di Andy Serkis (nel ruolo del leader delle scimmie Cesare). L’attore inglese ha interpretato il ruolo nei film del 2011 e del 2014: con il tempo è riuscito a trasformare la sua scimmia in una figura ricca di contraddizioni, degna di Shakespeare. Lo diciamo subito: merita l’Oscar. Si, è così bravo.

I testoni dell’Academy continuano a rifiutarsi di premiare il digitale, insistono con questa storia che una performance in mo-cap (motion capture) non sia vera recitazione. Ma che cazzo! Serkis ha recitato sullo stesso set dei colleghi: quella che vediamo nel film è sua voce, la sua espressività e il suo linguaggio del corpo. Gli effetti speciali, in questo caso, sono solo un “makeup digitale”.

La sua performance supera anche i picchi che lui stesso aveva raggiunto con il suo Gollum nella saga del Signore degli Anelli. Serkis si è superato: il suo personaggio è pieno di ferocia e grandi sentimenti, e permette alla saga delle Scimmie di concludersi con un vero e proprio trionfo.

Il film, comunque, non è affatto male. Anzi, The War – Il pianeta delle scimmie – il nono del franchise – è il migliore, secondo solo all’originale del 1968 (quello dove Charlton Heston si lamentava di quelle “maledette, sporche scimmie” che osavano disturbarlo). Nel corso degli anni (e dei film) abbiamo tifato un po’ per gli uomini e un po’ per i primati: in quest’ultima pellicola i primi sono stati decimati da un virus, mentre i secondi sono sempre più intelligenti e vogliosi di far sentire la loro voce.

Cesare e la sua tribù vorrebbero vivere in pace con quello che resta dell’umanità. Non sarà facile riuscirci: il Colonnello, interpretato da un sensazionale Woody Harrelson (il suo personaggio è un misto tra il Kurtz di Marlon Brando e Donald Trump), è determinato a sterminare tutte le scimmie, un genocidio. Il conflitto architettato da Reeves e da Mark Bomback funziona anche quando il film deve rallentare il ritmo della narrazione. E si, c’è anche spazio per un po’ d’ironia, tutta concentrata nel personaggio interpretato dall’ottimo Steve Zahn.

Il centro del film, comunque, è il conflitto: il Colonnello ha reclutato la sua armata personale di scimmie, mentre Cesare e il suo secondo Maurice (Karin Konoval) cercano di organizzare l’esodo che permetterebbe alla tribù di fuggire. Quando il villain, però, colpisce la famiglia di Cesare, la vendetta diventa il motore narrativo del film.

Le scene d’azione sono esaltanti, aiutate dalla robusta colonna sonora di Michael Giacchino e dallo splendido lavoro alla macchina da presa di Michael Seresin. Reeves, nel frattempo, raggiunge vette estetiche impensabili per la saga. È questo che rende The War – Il pianeta delle scimmie un’esperienza così indimenticabile. Questo, insieme alla miglior performance sul grande schermo di Serkis. Ave Cesare.