THE DEVIL’S CANDY - Sean Byrne
Recensioni

THE DEVIL’S CANDY
Sean Byrne


Parafrasando un film di qualche anno fa: non tutti hanno avuto la fortuna di avere genitori metallari. È il caso di Zooey (Kiara Glasco), il cui papà Jesse Hellman (Ethan Embry), pittore e amante di Metallica e Slayer, dà consigli preziosi come “non lasciare che la scuola influenzi le tue aspirazioni”. L’arte, si sa, paga male, e Jesse è costretto ad applicare la sua arte in dipinti di farfalle e fiori commissionati da banche.
A completare questa famiglia anticonformista, che raramente il cinema americano ci mostra, c’è mamma Astrid (Shiri Appleby), che nasconde le punte verdi dei capelli con uno chignon quando è in ufficio. Il simpatico trio si trasferisce in una grande casa texana, acquistata a prezzo stracciato perché i precedenti abitanti sono morti. Il topos horror della casa abitata (da uno spirito demoniaco, che costringe Jesse a creare quadri paurosi, ma apprezzati da una galleria di nome Belial) si fonde con quello dell’invasione domestica – se ne occupa il figlio degli ex proprietari, Ray (Pruitt Taylor Vince) che ha qualcosa a che fare con la loro dipartita, oltre a un debole per le anime dei bimbi che offre in omaggio al suo sponsor, Satana – i candies del titolo.

Qualche incongruenza lascia perplessi: com’è che un sociopatico con precedenti non viene subito arrestato, quando i delitti si moltiplicano? Ma chissenefrega: se il metal è da sempre legato all’horror, The Devil’s Candy celebra questa amicizia tra outsider culturali nel modo più sincero e divertente possibile.