Bridget Jones's Baby - Sharon Maguire
Recensioni

Bridget Jones's Baby
Sharon Maguire


Bridget Jones è una dea. Almeno lo era nel 2001, quando la texana Renée Zellweger vestì i panni del personaggio creato da Helen Fielding: la single cronica, ossessionata dalla bilancia e sempre affamata protagonista del Diario di Bridget Jones.

Zellwegger si portò meritatamente a casa una nomination agli Oscar come miglior attrice; tuttavia, i rumors di una sua premiazione evaporarono nel 2004, con il sequel Che pasticcio, Bridget Jones!. L’attrice era tornata a dividere il propio amore tra l’avvocato snob Mark Darcy (Colin Firth) e il suo capo mascalzone Daniel Cleaver (Hugh Grant). Ma nel secondo episodio sembrava che il personaggio fosse stato colpito da un virus che ne avesse ucciso il carisma. Per cui, per una dozzina d’anni, Bridget è stata abbandonata senza rimpianti.

Ora è tornata con Bridget Jones’s Baby, una frizzante e piacevole commedia nonostante il titolo e il concept suonino un po’ come un disastro annunciato.
Sharon Maguire, che aveva diretto il Diario per poi abbandonare la truppa, è ritornata per salvare la nave che affonda, aiutata dall’irriverente copione scritto da Fielding e Dan Mazer, e dalla presenza di Emma Thompson nel cast – si avete capito bene, proprio Emma Thompson.

Bridget è cresciuta: lavora come produttrice a un programma televisivo di news, è ancora single, ancora pasticciona e ancora sfortunata in amore. Una Zellweger più sul pezzo di sempre la impersona con un amabile vena comica innalzata dagli sprazzi di maturità duramente conquistati dal personaggio. Bridget è brava nel proprio lavoro, meno ossessionata dalla dieta e pronta ad accettare la sfida di compiere 43 anni. La sua personale battaglia di coordinazione labiale con All By Myself ha lasciato il posto ai salti sul letto a ritmo di Jump Around.

E Bridget salta eccome. Passa una notte con Mr. Darcy, sposato ma in procinto di separazione (l’interpretazione di Firth rimane ‘spocchiosamente’ piacevole). E c’è un’altro uomo, e non è Cleaver; Hugh Grant, che ha scelto di tirarsi fuori dal progetto, nel film viene preso in giro e nemmeno troppo velatamente.
Il nuovo entrato è il magnate americano del web Jack Qwant ( interpretato da Patrick Dempsey in piena modalità “Dottor Stranamore”) ideatore di Qwantify, un app capace di “quantificare” l’amore – si, a questo punto suona un po’ sciocco.

Bridget va a letto con tutti e due a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, usando lo stesso preservativo vegano dalla dubbia efficacia.
Attenzione: la visione di sveltine tra persone di mezza età potrebbe causare tremori adolescenziali. Ma il fatto è che Bridget rimane incinta. Chi è il padre? Non preoccupatevi. Zellweger, Firth and Dempsey rendono spassoso l’impaccio. Meglio ancora, sarà Bridget a decidere del proprio destino, cosa piuttosto rivoluzionaria per una commedia romantica. Molto carino.

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