Preacher -  Seth Rogen, Evan Goldberg, Sam Catlin,
Recensioni

Preacher
Seth Rogen, Evan Goldberg, Sam Catlin,


Un predicatore posseduto da un’entità che non è Dio; un vampiro irlandese, casinista e sempre strafatto; una fuorilegge letale e sexy; un paio di sicari angelici che non vogliono restare morti. Sono solo alcuni dei personaggi che rendono Preacher la serie tv più sovversiva e meno etichettabile di quest’anno. Un incontro tra comico, horror grottesco che stupirà tutti quelli che non conoscono il fumetto originale da cui è tratto – opera di Garth Ennis e Steve Dillon, pubblicato tra il 1995 e il 2000. Ma anche i fan storici dovrebbero restare soddisfatti, anche se con certi oggetti di culto non si può mai dire: si pensi al caso di Watchmen (2009) di Zack Snyder, eroico e bistrattato adattamento del capolavoro di Alan Moore.

Nel primo episodio di Preacher, un’entità sconosciuta (Dio? Il Diavolo? Scopriremo in seguito che si tratta di Genesis, potente e ambiguo frutto dell’incontro tra un angelo e un demone) sta cercando un corpo dentro cui insediarsi e mettere in atto il suo piano. Il target sono gli uomini di fede. Dopo alcuni candidati chiaramente non adatti – esplodono poco dopo la possessione, ricoprendo a pioggia i fedeli presenti – Genesis trova finalmente un ospite ideale in Jesse Custer (Dominic Cooper), reverendo di una chiesetta sgangherata del Texas sempre pronto a menare le mani, con un problemino di alcol e poco motivato in fatto di fede. Jesse intuisce che grazie agli strani nuovi poteri, dono non richiesto di Genesis, è finalmente in grado di farsi ascoltare dai suoi fedeli. E soprattutto obbedire. Letteralmente. Ma il peccato, che ha gli occhi della sua scatenata ex Tulip (Ruth Negga), a cui piacerebbe riportare Jesse sulla cattiva strada, è difficile da abbandonare del tutto. Anche per un neo-santo. E Dio, che ha permesso la nascita di Genesis, è davvero buono e giusto come dicono?
Che Preacher sia in grado di gestire gli intricati archi narrativi del fumetto originale, è tutto da verificare. Intanto, però, funziona. Il regista Eli Roth (Cabin Fever, The Green Inferno) di recente ha detto: «Mi mancano quei film dove c’è il sospetto che il regista sia pazzo». Qui un po’ di pazzia sembra distribuita tra le figure coinvolte: autori (tra cui Seth Rogen), registi e attori – tutti chiaramente si stanno divertendo. E gli spettatori finalmente possono godersi un prodotto che non cerca di normalizzare le loro impigrite sinapsi.