No Fixed Address - Nickelback
Recensioni

No Fixed Address
Nickelback


La mia naturale tendenza a fare l’avvocato del diavolo mi porterebbe a cercare a tutti i costi un buon motivo per ascoltare più di una volta No Fixed Address dei Nickelback, ma l’istinto di autoconservazione mi costringe a mettere da parte i buoni propositi e rifiutare questo disastro iperprodotto. Se tre anni fa, sempre su queste pagine, mi sono sentito di difendere i Nickelback – il precedente album Here and Now non era infatti così male – oggi non riesco a fare altrettanto: i Nickelback non si possono proprio ascoltare.

Edge of a Revolution millanta testosterone e What Are You Waiting For? ricorda il peggio della musica pop contemporanea, anche se mi sa che pure Justin Bieber si rifiuterebbe di cantarla in pubblico. Quando ho finalmente sentito qualcosa di valido – Sister Sin non è male con il suo vago sapore cajun – ho creduto a un ripresone di No Fixed Address e atteso con trepidazione il pezzo succesivo. Purtroppo, invece, era l’ultimo.

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