Little Nightmares - Tarsier Studios
Recensioni

Little Nightmares
Tarsier Studios


Alzi la mano chi ogni tanto ancora ci pensa, al mostro che viveva sotto il letto: quello che riempiva di terrore le nostre notti di bambini, sempre pronto com’era ad afferrare la gamba che scivolava fuori dalle coperte durante il sonno. O alla creatura dell’armadio, che ti spiava nel buio attraverso la fessura lasciata aperta da qualche genitore ignaro (e che, dopo che ti eri deciso ad alzarti per chiuderla, la creatura puntualmente riapriva). E se siete così fortunati da averli rimossi, mostro e creatura, vi comunico che sono ancora lì, sotto il letto e dentro l’armadio. Non se ne sono mai andati.

I talentuosi ragazzi di Tarsier Studios devono essersi ricordati dei loro particolari mostri, quando dall’incantevole universo fai-da-te di LittleBigPlanet (protagonista un pupazzetto di tela di sacco, pronto ad assumere infinite colorazioni) sono passati a concepire le atmosfere fosche di Little Nightmares, un platform rompicapo pieno di stile, inventiva e humor macabro. Come dichiarano gli sviluppatori: “Una rivisitazione in chiave cupa dell’infanzia”. Uno scrittore come Michele Mari (trovate la recensione del suo ultimo romanzo, Leggenda privata, sul numero di Rolling Stone in edicola), potrebbe obiettare che l’infanzia è sempre cupa, per definizione. E, in effetti, cosa c’è di più spaventoso di un bambino che si ritrova a muoversi dentro l’ambiguo, pericoloso mondo degli adulti?

La protagonista di Little Nightmares è Six, 9 anni (richiama, forse non solo per il nome, Eleven, la fichissima protagonista della serie tv Stranger Things), che viene rapita dalla propria casa e trascinata dentro Le Fauci, una sorta di resort sottomarino mobile destinato ai piaceri di un’élite senza scrupoli (oltre che bruttissima). Quando, per un caso fortunato, Six riesce a liberarsi, inizia un viaggio dentro questa strana prigione inseguita da personaggi allucinati come i Cuochi, due gemelli obesi/deformi con un amore per la carne e la violenza, o come lo spaventoso Custode – è basso, ma ha braccia lunghissime che arrivano dappertutto; è cieco, ma ci sente benissimo, per sfortuna di Six e nostra.

Come vedete dalle immagini, la piccola protagonista, con la sua incerata gialla, è l’unica cosa vitale di questo mondo vecchio e un po’ marcio, dove ogni oggetto è di dimensioni troppo grandi per lei. La sua strada verso la libertà è lunga e piena di ostacoli. Ma lei ha coraggio, e un preziosissimo accendino. Little Nightmares è un gioco vecchio stile, che si inserisce in un genere gloriosissimo, il platform, che per alcuni si identifica con il media stesso dei videogames (per spiegarlo bastano le tre parole magiche Super Mario Bros). Eppure, è ricco e complesso come un titolo del 2017 può essere, sia a livello grafico, con animazioni impeccabili ed effetti di chiaro- scuro realistici, sia a livello sonoro: la musica è quasi del tutto assente, ma i rumori ambientali e dei personaggi sono così avvolgenti da svolgere un ruolo fondamentale. In tempi recenti, forse soltanto gli ottimi (e spaventosi) Alien: Isolation e Resident Evil VII hanno dato così tanta importanza al suono.

Ma anche dal punto di vista delle atmosfere Little Nightmares è 100% contemporaneo: è un gioco d’autore per adulti, sviluppato da uno studio indipendente (con la fortuna di essere supportato da un grande editore), che dietro il pretesto di una meccanica semplice (andare dal punto X al punto Y, superando ostacoli ed enigmi attraverso livelli di difficoltà crescente) nasconde un messaggio più profondo. Questi bambini, sottratti alle loro famiglie per soddisfare il benessere dei ricchi, possono essere considerati il simbolo di una società che sfrutta i più deboli per alimentare una sempre crescente disparità economica e sociale… In fondo, viviamo in un tempo in cui un miliardario come Donald Trump è diventato l’uomo più potente del pianeta. Ma un mondo che non protegge i più piccoli è un mondo al contrario. E il fatto che Le Fauci si sviluppi verso il basso, come un girone dantesco sottomarino, non fa che confermarlo.

Little Nighmares ha qualcosa in comune con Inside, gioiello horror-distopico dell’anno scor- so, in cui un ragazzino si aggira in un mondo di adulti pronti a catturarlo e ucciderlo. E anche con Indiana Jones e il tempio maledetto, dove i bambini di un villaggio indiano erano stati rapiti e resi schiavi dai malvagi adoratori della dea Kali. Lì in soccorso arrivava un Messia occidentale con tanto di frusta, occhi verdi e battuta sempre pronta: il professor Jones, appunto. In Little Nightmares, invece, Six dovrà affrontare le proprie paure e salvarsi da sola. Chissà se ci riuscirà, e riuscirà a liberare gli altri bambini. A quel punto potranno forse distruggere l’odiosissima gerontocrazia delle Fauci. Sarà perché ci ricorda qualcosa, ma facciamo tutti il tifo per loro.

Little Nightmares è disponibile per PS4, Pc, e Xbox One