The Founder - John Lee Hancock
Recensioni

The Founder
John Lee Hancock


L’eroe e il cattivo di questa storia sono la stessa persona: Ray Kroc (Michael Keaton, che quest’anno potrebbe ambire a un altro Oscar, non ci fosse di mezzo Denzel Washington con Fences), che a dispetto del titolo non è affatto il fondatore dell’impero McDonald’s: di questo hanno il merito due fratelli, Dick e Mac McDonald’s, nerd ante-litteram ossessionati dalla qualità, tanto geniali in cucina quanto ingenui negli affari. Però Kroc è stato l’ostinato imprenditore che ha avuto per primo l’intuizione di ciò che il marchio poteva diventare. The Founder ruota intorno alla performance sopra le righe di Keaton, perfetto nel modulare tutte le sue rughe da perdente di successo per raccontare la storia di un riscatto sociale consumato sulla pelle altrui. All’inizio il film può sembrare un irritante progetto agiografico (la perfida corporation, simbolo di tutto ciò che non va della globalizzazione, che coglie l’occasione per pulirsi la coscienza in pubblico), ma con il passare dei minuti le ombre prendono il sopravvento: Kroc non solo estromette i due fratelli dal controllo del marchio, ma li umilia pure, togliendo la possibilità di utilizzare il loro stesso nome e aprendo un ristorante di fronte al loro locale storico, che sarà costretto a chiudere di lì a poco. The Founder è una versione più banale, ma non meno inquietante di The Social Network, traslata nell’America di fine anni ’50. Il film, un po’ troppo prudentemente, lascia che sia lo spettatore a porsi le questioni morali. Una su tutte: per quanto possa apparire senza scrupoli un uomo come Kroc, si può ancora parlare di furto, se ciò che è stato rubato non esisteva prima che arrivasse il ladro?

Questa recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di gennaio.
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