The Color In Anything - James Blake
Recensioni

The Color In Anything
James Blake


Per essere un tipo da canzoni calme e infelici, James Blake riesce anche a lanciarsi in tuffi emozionali. Nonostante abbia mosso i primi passi da star dell’avanguardia elettronica londinese, la sua abilità nello sposare trame dubstep con ballate di piano gospel gli ha assicurato di comparire alla voce “autore” nell’ultimo album di Beyoncé e nel prossimo di Frank Ocean. Il nuovo LP di Blake raggiunge contemporaneamente i battiti elettronici dei suoi primi EP e l’urgenza di nuovi livelli di scrittura più sofisticati. Il suo timbro squillante non ha mai suonato tanto ferito ed etereo. Timeless si evolve lentamente da brivido a pezzo bomba. In queste atmosfere oscure i momenti di catarsi accecano ancora più brillanti, fondendosi alla perfezione con le strofe di Justin Vernon in I Need A Forest Fire, una richiesta di rinnovo spirituale che arriva con l’ottimismo di una foresta che sta per fiorire. La sensibilità rimane solo decadenza senza forza, ma Blake per fortuna ne ha da vendere.

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