Il Bello D’Esser Brutti - J-Ax
Recensioni

Il Bello D’Esser Brutti
J-Ax


Saranno contenti i fan di J-Ax di questo suo Il Bello d’Essere Brutti, perché fondamentalmente non c’è niente di veramente nuovo in questo disco. Un album lungo e ricco, curato alla maniera di Ax, cioè vario negli argomenti dei testi e semplicissimo nella musica. Esplora ed approfondisce ancora di più quello che lui chiama “rap&roll”, cioè quell’unione dei due stili che gli permette di cantare sui beat e rappare sulle chitarre.

Poche sono le eccezioni nella ventina di tracce del disco, che comunque finiscono tutte nel calderone delle influenze di Ax, i pezzi con cui è cresciuto e che ha sempre dichiarato di amare. Ad esempio assieme a suo fratello Weedo (l’ex Grido dei Gemelli DiVersi) scrive The Pub Song, che fa il verso a Enzo Jannacci con il quale Ax aveva già collaborato ai tempi di Desolato, l’inedito del cantante milanese del 2013. Anche Santoro e Peyote, brano che critica la società mediatica contemporanea, ha degli echi di Gianna di Rino Gaetano, un altro artista che Ax ha sempre dichiarato di amare, che ha anche campionato un paio di volte ai tempi degli Articolo 31.

J-Ax apre così un capitolo nuovo della sua vita artistica, dove si definisce arrivato, ancora, per una seconda volta. Ha raggiunto di nuovo le vette delle classifiche ed il successo mediatico, riempiendo club e piazze di tutta Italia. L’ha fatto prima di approdare alla TV, partecipando come coach a The Voice, che non ha fatto altro che rafforzarlo e renderlo ancora più ‘notiziabile’. Concetti che Ax conosce bene, da cultore dei social network, con i quali si diverte ad autopromuoversi e grazie ai quali rinfresca puntualmente il suo linguaggio. Ora, a 42 anni, è un artista risolto, che si può mettere in luce come meglio crede, mostrando tutte le sue forze e debolezze. Lo fa anche attraverso le immagini del booklet dell’album che lo ritraggono in veste di svariati fenomeni da baraccone. Una forma di autoironia, che non è nuova in Ax, ma che in questo disco viene fuori prorompente.

Il video di “Uno di Quei Giorni”:

Prende tanto da Fedez, il suo nuovo compagno di viaggio discografico, il suo giovane socio. L’Intro di Il Bello D’Esser Brutti suona con un pianoforte rappato docilmente, carta vincente proprio di Fedez. Bimbiminkia4ever è il pezzo che i due si concedono assieme, parlando di quanto si sentano giovani e di come i ‘vecchi’ parlino da sempre male delle nuove leve. L’altro personaggio da cui Ax prende molto è Neffa. Giovanni ha scritto anche il ritornello del singolo Uno di Quei Giorni cantato assieme a Nina Zilli, ma è presente anche nel vero pezzo d’amore del disco Caramelle, sdolcinato e confidenziale.

Un punto fermo con il passato il suo, si guarda indietro, ma senza più astio, con la lucidità di chi si sa analizzare e così parla di se, ancora una volta. Lo fa partendo dall’Intro di questo lavoro, fino all’ultimo brano L’Uomo Col Cappello, dove dichiara la sua maniera di essere ‘diverso’. Si rinnova la formula di Ax, differente tra i diversi, outsider tra gli ‘alternativi’, ma con grande capacità di piacere a tutti, in fondo. Una chiave vincente la sua, che lo porta a empatizzare sempre di più con molti degli italiani, che, come lui, si lamentano di come vanno le cose e in fondo non cambiano mai.

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