Itero perpetuo  - Adam Tempesta
Recensioni

Itero perpetuo
Adam Tempesta


«A me sinceramente la fantascienza non piace per niente», spiega Adam Tempesta a Rolling Stone parlando del suo esordio, una storia di… fantascienza. Ma andiamo con ordine: Tempesta è un fumettista torinese 24enne e la sua prima opera, Itero Perpetuo (Eris Edizioni, 408 pp.), è una folle epopea spaziale in bianco e nero su un Astronauta sperduto nello Spazio con qualche vago ricordo della sua vita precedente e un solo compagno, un papero dai poteri psichici. La storia è ispirata al disastro del Challenger del 1986, racconta l’autore, e il risultato è una narrazione piuttosto classica (un uomo deve ritrovare la via di casa) che per caso è ambientata dalle parti di Orione. «I riferimenti di genere che mi hanno ispirato di più in assoluto sono state le canzoni. Io sono un metallaro fin da quando avevo 13 anni e ho sempre ascoltato il metallo.

Se Itero Perpetuo dovesse avere dei credits dedicati alla musica, questi andrebbero ai Tool, ai Mastodon e ai Meshuggah». Pur sostenendo di essere lontano dal genere, Tempesta sembra a suo agio con la fantascienza, centrando punti fissi come i disordini spaziotemporali, alieni potentissimi, donne misteriose, che in realtà potrebbero essere qualcos’altro. A funzionare è soprattutto il senso di vuoto tipico dello spazio aperto (“tipico”: come se ci fossi mai stato…, nda), qui ben rappresentato con un bianco e nero che passa da tavole grondanti di china e dettagli a forme piatte imprigionate in stanze vuote. Itero Perpetuo sorprenderà coloro i quali conoscono già i lavori del giovane torinese per la sua ambizione: una storia complicata e confusa quanto il sopravvivere allo spazio aperto non ricordando la strada di casa. Il suo protagonista, l’Astronauta, è il perfetto cosmonauta dalla mascella squadrata le cui azioni si basano su un eroismo familiare: salvarsi la vita per rivedere i propri cari – o almeno questo è quello che crede. Il Papero Psichico è invece senza espressioni, impavido e onnipotente, un’enigma a cui si riesce a fare affidamento, almeno per un po’. Un esordio scatenato e ambizioso con cui Tempesta passa al setaccio il suo repertorio, divertendo soprattutto nella creazione di assurdi panorami e personaggi alieni.

Altre notizie su: