Death Peek - Clark
Recensioni

Death Peek

Clark


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La primavera è arrivata e con lei anche le nove tracce del nono album, se contiamo l’OST di The Last Panthers, di Chris from St Albans o semplicemente Clark. Death Peak – questo il titolo quasi ossimorico del long-playing pubblicato per l’etichetta Warp Records – afferma come la ricerca del produttore inglese di paesaggi elettronici da soundtrack sia ancora più evidente rispetto al lavoro realizzato nel 2014.

Al contrario dei precedenti, le registrazioni vocali restano l’unica novità di questo LP, dosate come semplici strumenti all’interno di ogni brano. Notevoli esempi sono Living Fantasy o Catastrophe Anthem, dove un coro di voci bianche canta il mantra “we are your ancestors”, a ricordare all’ascoltatore l’importanza delle origini, della natura e del suo imponente risveglio elettronico in Peak Magnetic, che incorpora, al tempo stesso, quel sogno dai toni rave da 6 di mattina.

Tra gli accenti più luminosi della bella stagione in Spring but Dark o la techno in 4/4 in Butterfly Prowler, ecco Hoova che marca i toni più oscuri dell’uscita, modulati da kick e da suoni distorti come in Slap Drones. L’epilogo Un U.K. è il tentativo ultimo, e il più lungo, di Clark di rappresentare la natura mutevole e opposta delle sue tracce, luoghi in cui vizi e virtù, classico e moderno, suoni apocalittici e melodie eteree, vita e morte collidono tutti in un “ritmo binario”, per una colonna sonora che è proprio la fine del mondo

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