Vision Of A Life - Wolf Alice
Recensioni

Vision Of A Life
Wolf Alice

Hanno annunciato il nuovo album con la feroce Yuk Foo, che è un po’ come se, quando vi presentano qualcuno a una festa, partite di calcio agli stinchi invece di porgere la mano destra. In verità, il gruppo britannico è duttile come, immaginiamo, la ballerina in posa plastica ritratta in copertina e strano come il teschio di chissà quale bestia a fianco della suddetta ragazza. Beautifully Unconventional e Formidable Cool avrebbero fatto furore nelle discoteca indie (quelle in cui era obbligatorio suonare Cannonball delle Breeders): pop elastico retto da un riff semplice semplice che poi esonda nel ritornello urlato e tutti a saltare in aria e fare mosh. Don’t Delete the Kisses e Sky Musings invece sono parlati confidenziali su basi dilatate. In Planet Hunter torna il folk degli esordi e, per contrappasso, in Sadboy s’incazzano sul serio e per pochi secondi sembrano metal sotto Xanax. Si chiude il sipario sula traccia che dà titolo al disco: lunga, cangiante, psichedelica, con echi quasi (non è una parolaccia) prog. Provateli.

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