Into the wild life  - Halestorm
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Into the wild life
Halestorm


Ve lo giuro, non è un errore di stampa: si chiama Lzzy Hale, senza la “i”. Non fate come quelli che l’hanno resa trend topic di Twitter col nome sbagliato, quando l’hanno vista sul palco dei CMT Music Awards con la sua Gibson da metallara (la Explorer, “quella con le punte”).

Se ve ne intendete, avete già capito di cosa stiamo parlando: CMT sta per Country Music Television. Nashville, piena Bible Belt, un mondo che è oltre persino per gli stessi americani – se avete visto Sonic Highways ricorderete lo smarrimento provato dallo stesso Dave Grohl. È lì che questa band (che due fratelli, Lzzy e il batterista Arejay, portano avanti da quando avevano 13 e 10 anni) è andata a trovare se stessa.

Ne è uscito del rock mainstream, da radio o da birreria. Preciso, quadrato, sia in versione tirata (Mayhem) che filo-blues (Apocalyptic). Non dite che sono i Nickelback con voce femminile. E state attenti a Lzzy, ospite fissa su tutte le copertine su “Le ragazze più hot del rock”, una che prima di entrare in studio ha detto: «Ho deciso che canterò questa cosa, che si chiama “quel cazzo che mi pare”».

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