Il suono del mondo a memoria - Giacomo Bevilacqua
Recensioni

Il suono del mondo a memoria
Giacomo Bevilacqua


Oh, una storia d’amore. Una storia d’amore pura e semplice. Cioè, non proprio. Siamo a New York in compagnia di un fotoreporter che sta scrivendo un articolo su un esperimento interessante: vivere nella città per due mesi senza parlare con nessuno. Il suono del mondo a memoria (Bao Publishing, 192 pp., a colori) è la prima prova di Giacomo Bevilacqua nel mondo delle graphic novel, dopo i successi di A Panda piace, la sua webcomic diventata fenomeno del fumetto italiano. Il suono… è quindi un titolo sorprendente per chi conosce Bevilacqua e un notevole passo avanti nella sua carriera: qui lo vediamo alle prese con una città-cliché (la Grande Mela, il suo mistero, 8 milioni di persone in un organismo unico ecc.) che fa da scena a una vicenda intrigante: il fotografo scatta foto di continuo per il suo articolo e si rende conto che su tutte compare una persona, la stessa persona. Una donna dai capelli rossi.

«Questo libro è un inno a quelli che, come me, hanno problemi di comunicazione», ha spiegato l’autore presentandolo, e in effetti le cose migliori, a causa del voto al silenzio fatto dal protagonista, avvengono nel vuoto assoluto: non ci sono dialoghi, solo pensieri e scambi di email e messaggi. La metropoli assordante in cui è impossibile incontrare la stessa persona più di una volta è la vera protagonista della storia, che ha nella nevrosi del fotografo una buona spalla. Una nota dolente è il tono stucchevole di alcuni passaggi che potrebbero risultare indigesti a chi come me è allergico ai GRANDI SENTIMENTI IN CAPS LOCK, ma il rapporto tra il fotografo, la città e la donna misteriosa è reso bene. Non aspettatevi un nuovo A Panda piace, qui c’è qualcosa di meglio.