Caricamento...
Rufolo  - Fabio Tonetto
Recensioni

Rufolo

Fabio Tonetto


di

Ogni mese sulle pagine dedicate alle strisce del giornale parliamo di tre fumetti. Sono parecchi, tre titoli al mese, ma alle volte non bastano, essendo il mercato fumettistico piuttosto movimentato. Alle volte, poi, ci si mettono pure i tempi editoriali, questi oracoli dispettosi, a metterci i bastoni tra le ruote. Tutto questo per dire che Rufolo di Fabio Tonetto è uscito tra ottobre e novembre – nei giorni bollenti di Lucca Comics – e noi lo ripeschiamo solo oggi. Succede. Lo facciamo perché è uno dei titoli italiani migliori dell’anno passato, un’incredibile raccolta di storielle anomale che hanno come protagonisti l’esserino Rufolo e i suoi amici. A prima vista, il volume potrebbe sembrare un’innocua storiella per bambini, ma chi conosce Tonetto – autore poliedrico, firma di Cartoon Network – può prevedere la cascata di follia che contiene.

Con uno stile che ricorda il Soft Boy di Archer Prewitt, Rufolo prende le strutture basi delle tavole a fumetto riempiendole di imprevisti, nonsense e sublime crudeltà. Vi troviamo un bruco dalle espressioni facciali opposte (sorride quando è triste, ride quando è felice) che incontra una ghiotta mela rossa, con le conseguenze che potete immaginare; Rufolo cuoce torte che tutti scambiano per fontane, cosa che rappresenta un bel problema; e così via, in un flusso di situazioni assurde, temperate da uno stile rassicurante e onirico. Questo equilibrio tra innocenza e rabbia, tra i colori tenui e i temi adulti, è ciò che rende speciale Rufolo: una raccolta di storie selvagge nascosta dietro a una maschera di sorrisoni. Tonetto trasporta il lettore in vicende umane, interessandosi pure alla famiglia, agli amici – tra tutti il Signor Atti – e a una strana roccia nella quale è difficile orientarsi. Nelle sue storie, Tonetto ha fatto forza delle sue collaborazioni con Cartoon Network, che ha praticamente inaugurato il formato “show per bambini che in realtà sono per adulti pazzi” con serie come Adventure Time. Solo che qui il nonsense è declinato in modo diverso, verso una rabbia primordiale.
Tra tutte le uscite che, inevitabilmente, non abbiamo potuto coprire, questa è da recuperare. Non è mai troppo tardi per entrare nel mondo bellissimo e crudele di Rufolo.