Patience - Daniel Clowes
Recensioni

Patience
Daniel Clowes


Patience è la nuova graphic novel di Daniel Clowes, un nome che nel fumetto viene posto in cima all’Olimpo insieme a Joe Sacco, Arthur Spiegelman e Chris Ware. È la sua prima opera originale, mai apparsa prima in nessun’altra forma, dopo Wilson, del 2010. Tutto questo per dire che è un volume molto “atteso”. Pubblicato in Italia in contemporanea con gli States, Patience parla di un uomo incazzato – un uomo clowesiano – che viaggia nel tempo per amore. Si chiama Jack e lo fa per l’amata Patience, donna fragile dal passato turbolento, incinta di suo figlio, unico suo punto di riferimento, perduto tragicamente. Per lei Jack si getta in una missione disperata, rimbalzando dal 2006 al 2029 e arrivando al passato, inseguendo la sottile scia di accadimenti che gli hanno rovinato la vita.

Il lettore assiste allo smembramento di Jack, tormentato da un passato non suo e da assilli personali, arrabbiato, rancoroso e guidato dall’amore. Clowes disegna un personaggio totale, un eroe per cui non si fa mai davvero il tifo. È pronto a tutto e accecato di disperazione, una tragedia che si insinua nello spazio-tempo. A un certo punto si domanda: “Voglio davvero salvare il nostro bambino, tornare alla mia vecchia vita, o sono solo una scimmia assetata di sangue che rivuole la sua mascolinità? La vera domanda è questa, mi sa”. E lo è davvero.

Daniel Clowes sostiene di aver avuto l’idea per quest’opera nel 1995, mentre lavorava a un episodio di Eightball (la sua furibonda serie a fumetti pubblicata a puntate a partire dal 1989, ndr), quella di un “tizio che è come un toro in un negozio di porcellane cinesi, approdato dal futuro nel presente”. Le pagine non bastavano e l’idea rimase nel cassetto per poi essere rispolverata di recente, cinque anni fa, quando cominciò a lavorare su Patience. In tutto questo tempo non ha mai mostrato una tavola della sua storia né alla Fantagraphics, la sua casa editrice, né a Erika, sua moglie. Ora possiamo finalmente leggerla, è in fumetteria e in libreria. Perché siete ancora qui? Una frase per convincervi: “Aspetterò in solitudine, facendo del mio meglio per arrivare al gran giorno e poter morire in pace”.

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