Il nido - Cynthia D’Aprix Sweeney
Recensioni

Il nido
Cynthia D’Aprix Sweeney


Il secondo Nido dei libri di questo mese sembra una versione cinematografica di Arrested Development, la serie tv di culto che raccontava le disavventure (finanziarie, legali, emotive, sessuali ecc.) dei Bluth, la famiglia più indimenticabile degli ultimi anni – dei Tenenbaum simpatici, per dire. Nel romanzo d’esordio di D’Aprix Sweeney (ex copywriter, che evidentemente conosce bene l’ambiente disfunzionale che descrive) al centro della scena ci sono i Plumb: due fratelli (Leo e Jack) e due sorelle (Bea e Melody), figli di una coppia della borghesia newyorkese. Il “nido” in questione non è altro che un tesoretto che il loro padre, Leonard Senior, ora defunto, ha messo da parte per il futuro benessere economico della prole. Ma a una condizione, dettata dalla prudenza: che il denaro diventi disponibile solo al compimento dei 40 anni di Melody, la più giovane tra i figli. Peccato che: A) proprio nell’attesa di questo giorno fatidico, quasi tutti i Plumb abbiano pre-speso il proprio quarto di eredità; e B): gran parte di questo nido non sia più dove tutti credono che sia. Come situazione che mette in moto l’azione, è semplice ma perfetta. È anche un’ottima metafora di questo tempo di recessione perpetua, che vede i figli scimmiottare lo stile di vita dei genitori, pur consapevoli che non potranno mai davvero permetterselo.

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