Treasure House - Cat’s Eyes
Recensioni

Treasure House
Cat’s Eyes

Dei Cat’s Eyes si era parlato tanto cinque anni fa quando erano riusciti a lanciare il loro primo singolo con una performance live, coadiuvati da un coro, in Vaticano. Proprio dentro “il cuppolone” (cfr. Antonellone, che fa pure rima). Beh, dopo una partenza del genere la strada dovrebbe essere tutta in discesa, no? E così Faris Badwan – noto per essere anche il cantante degli Horrors – e il soprano Rachel Zeffira continuano il loro viaggio di recupero all’interno del bubblegum pop (in pratica è come se fossero il negativo dei Last Shadow Puppets) con un album che si fa apprezzare per la qualità degli arrangiamenti e la capacità di far convivere ambizioni alte e piglio popolare. Certo ogni tanto appaiono talmente calligrafici da sconfinare nel plagio, ma negli episodi migliori – quando l’animo wave di Badwan prende il sopravvento – emerge una personalità che potrebbe rivelarsi sorprendente. Non consideratelo un side project, potrebbe piacervi molto.

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