Cakes Da Killa - Hedonism | Rolling Stone Italia
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Cakes Da Killa – Hedonism

Leggi la recensione del disco di Cakes Da Killa su Rollingstone.it

Rashard Bradshaw, per gli amici Cakes Da Killa, non nasconde le sue grosse ambizioni per il futuro. Più di una volta ha dichiarato di vedersi a Hollywood o a MTV fra 10 anni, ma, ancora più spesso, non ha fatto mistero che per lui l’importante è stare «comfortable and content». Comodo e appagato, in una sola parola: Hedonism. Il primo album del queer rapper del New Jersey pare proprio un manifesto sfacciato – oltre che provocatorio – su come tirare avanti in questo susseguirsi di dispiaceri inframezzati da brevi momenti felici che chiamano vita. E passando tre quarti della sua nei club, Cakes non poteva che ambientare lì un disco per lo più elettronico, minaccioso nelle basi dub e techno, ma spesso ironico nelle rime velocissime, quasi grime. Vincono su tutto: Up Out of My Face feat. quell’altra scalmanata di Peaches, una bomba da dancefloor su cui scatenare il vogueing più selvaggio, e Takin Greezy, con quella pacca hip hop che farebbe twerkare anche una pianta.

Questa recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di novembre. Potete leggere l'edizione digitale della rivista, basta cliccare sulle icone che trovi qui sotto.
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Rashard Bradshaw, per gli amici Cakes Da Killa, non nasconde le sue grosse ambizioni per il futuro. Più di una volta ha dichiarato di vedersi a Hollywood o a MTV fra 10 anni, ma, ancora più spesso, non ha fatto mistero che per lui l’importante è stare «comfortable and content». Comodo e appagato, in una sola parola: Hedonism. Il primo album del queer rapper del New Jersey pare proprio un manifesto sfacciato – oltre che provocatorio – su come tirare avanti in questo susseguirsi di dispiaceri inframezzati da brevi momenti felici che chiamano vita. E passando tre quarti della sua nei club, Cakes non poteva che ambientare lì un disco per lo più elettronico, minaccioso nelle basi dub e techno, ma spesso ironico nelle rime velocissime, quasi grime. Vincono su tutto: Up Out of My Face feat. quell’altra scalmanata di Peaches, una bomba da dancefloor su cui scatenare il vogueing più selvaggio, e Takin Greezy, con quella pacca hip hop che farebbe twerkare anche una pianta.

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