La Stanza Intelligente - Boosta
Recensioni

La Stanza Intelligente
Boosta


Fa bene Davide Dileo a.k.a. Boosta a rompere gli indugi e far sentire la voce in questo debutto di pezzi originali: una voce che chiameremmo “confidenziale” se la parola non proiettasse nella testa sagome di tristi baritoni che annegano nel fumo. Con confidenziale vogliamo parlare d’intonazioni che ci sembra conoscere dall’adolescenza, dell’impressione – illusoria quasi certamente – di una coincidenza perfetta tra timbro e tratti di personalità. Quel piglio limpido, con pieghettature malinconiche che avevano i dandy elettronici negli anni ’80 (molto Garbo con lo sguardo rivolto a Berlino). Si fa accompagnare da tanti amici: in Come la neve, felpatissimo, prepara l’ingresso contratto di Carboni prima di un ritornello per metà buon senso per metà cosmo (“vivi con discrezione e stoicamente / lascia il passo a tutti questi figli”); La Conversazione di Noi due è ottima: Ruggeri sillaba vocali che s’immergono l’una nell’altra e raccontano la fine astiosa di un amore (“lasciami fare quel che so / la vita mia è un pasto crudo”); Raf convince in una specie di northern soul cupo. Sorprendentemente “in ruolo”, in un disco emotivamente super-coeso, Marco Mengoni in un mini-dramma voci e piano. Ci sono poi Giuliano Palma, Nek, Malika Ayane e altri, ma questo è un album di Boosta: gli amici s’inseriscono e si mettono a servizio di un’architettura pop non solo solida ma anche molto contemporanea. Questo disco, purtroppo possiamo dirlo sempre meno, potrebbe uscire in Inghilterra o in Francia ed esprimere la possibilità di suono odierno, a testa alta. Non a tutti piace la canzone italiana, ma piacerebbe fosse questa tra le tante a girare in radio. Saranno passati vent’anni dall’esordio dei Subsonica, ma ben arrivato Boosta.

Questa recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di novembre.
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