Baywatch - Seth Gordon
Recensioni

Baywatch
Seth Gordon


C’è un momento in questa versione per il cinema dello sdolcinato telefilm degli anni ’90 in cui Dwayne “The Rock” Johnson e Zac Efron giocano con il pene e gli attributi di un uomo morto. Non riusciamo a capire perchè nemmeno se ci impegniamo. Nessuno, incluse le stelle dell’originale David Hasselhoff e Pamela Anderson, hanno mai giocherellato con genitali flosci, almeno non sullo schermo. Ma tant’è. Il nuovo, anatomicamente corretto Baywatch è vietato ai minori di 17 anni. Altrimenti come si poteva distinguere dall’ondata softcore di bagnini sexy che corrono su e giù per la spiaggia in un’orgia slow-motion di tette saltellanti e pettorali in bella mostra? Il film pensa che essere hardcore si traduca in scene di testicoli strizzati e nella spettacolare cometa di vomito durante un evento olimpico di nuoto. Vi ha già conquistato?

Nella recente valanga di materiale Tv ammuffito trasformato in pellicola, con 21 Jump Street in testa e CHIPs come ultimo arrivato, Baywatch si salva a malapena dal mucchio. E lo fa per una ragione: The Rock. Johnson ha una benevola presenza da star, così desideroso che tutti si uniscano alla festa da essere irresistibile. Il suo personaggio, Mitch Buchannon, è un ex-militare. Nei panni di capo bagnino di Emerald Bay allena il suo staff come il meglio di un’unità di polizia della Florida. Il primo dei guardaspiaggia si scontra con la nuova recluta, Matt Brody (Efron), un cattivo ragazzo alla Ryan Lochte due volte medaglia d’oro che ama fare le cose a modo suo. Mitch lo smonta con soprannomi di boy-band: “Ehi tu, One Direction” oppure “Vieni qui, Bieber” o “Ascoltami, High School Musical”. In qualche modo Johnson rende il tutto credibile. Lui e Efron hanno il buon rapporto di cui questo perditempo estivo ha bisogno.

Quello di cui avrebbe più bisogno è una sceneggiatura che funzioni. Ma il regista Seth Gordon (Come ammazzare il capo… e vivere felici) deve lavorare con i resti di sitcom forniti dagli sceneggiatori Damian Shannon and Mark Swift. La Priyanka Chopra di Quantico interpreta la cattiva Victoria Leeds, una bellezza che prende il comando e usa il suo club d’élite sulla spiaggia per coprire — siete pronti? — un’operazione di droga. È cambiato qualcosa da Miami Vice? L’originalità non è mai stata il pezzo forte di Baywatch. Le altre componenti della squadra di guardaspiaggia di Mitch, interpretate da Alexandra Daddario, Ilfenesh Hadera e Kelly Rohrback (nel ruolo di Pamela Anderson) sono lasciate a cercare una via d’uscita dai vari stereotipi di bambole. Jon Bass è l’intermezzo comico designato nei panni del paffuto Ronnie, l’unico bagnino a cui sia stato negato un bel corpo — ha invece come dono un cuore d’oro. Nessun luogo comune viene tralasciato e Gordon compensa con un po’ di azione brillante, inclusi una corsa in moto sul pontile, un salvataggio da una barca in fiamme e, ovviamente, la scena del nascondino nell’obitorio con la partecipazione degli attributi del ragazzo morto.

Per citare il critico e saggista francese del XIX secolo Jean-Baptiste Alphonse Karr — e davvero, non si può guardare Baywatch senza pensare a lui — plus ça change, plus c’est la même chose. Che tradotto grossolanamente significa: finché andiamo a vedere questa roba, non cambierà mai niente. Pensatevi seduti a sguazzare per due ore in un brodo istantaneo di stupidità con un secchio di pop-corn ricoperti di burro finto e gli M&Ms sciolti sopra. Mentre li trangugiate è tutto fantastico ma poi vi fanno male lo stomaco e la testa e rimettete tutto in modo da potervene dimenticare al mattino. Ecco, questo è Baywatch in breve. Buona vomitata.