Wild World - Bastille
Recensioni

Wild World
Bastille


Piccole magie del pop: nell’estate del 2012 i Bastille erano una band di South London che passava il tempo tra lo studio di registrazione e il pub dietro casa con un buon singolo (Bad Blood) da lanciare nella corrente furiosa del mercato britannico, che ti può far viaggiare lontano o inghiottire per sempre. Quattro anni e quattro milioni di album dopo sono tornati nel loro studio di South London a campionare spezzoni di film, distorcere tastiere e cercare la loro soluzione al problema pop dell’originalità, ma questa volta sono più profondi e contorti, più reali, come se volessero dare un senso al mondo che hanno visto dalla prospettiva distorta del palco con un album intitolato, non a caso, Wild World. Il loro pop percussivo sta alla larga dalle chitarre ma vuole la botta che smuove le classifiche, rimane in bilico tra le inevitabili infinite influenze che una band di oggi può avere e come la generazione a cui parla vive solo nel presente si chiede solo cosa ci sarà dopo. Quindi si può dire che sia il pop più azzeccato del momento.

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