Avengers: Age of Ultron - Joss Whedon
Recensioni

Avengers: Age of Ultron
Joss Whedon


A un certo punto Capitan America dice «cazzo». Avete capito bene. «Modera il linguaggio», lo rimprovera Iron Man, non potendo nascondere la gioia nel sentire l’uomo-bandiera mentre intacca la propria immagine perfetta. Guardando Avengers: Age of Ultron non farete altro che spaccarvi in due dalle risate.
E non serve essere un nerd malato di Marvelite per entrare in totale sintonia con il film: in questo sequel di Avengers (2012) — che di certo ha dato una grossa mano all’autore/regista Joss Whedon nella missione di dominazione degli incassi mondiali — la narrazione rischia davvero tutto, addentrandosi nel profondo abisso della psiche di questa scapestrata famiglia di supereroi.

Non fraintendetemi, Age of Ultron è un’intera estate di fuochi d’artificio condensata in un unico film. Non arriva ad un apogeo, ci inizia. Ma il meglio viene quando Whedon infrange il primo comandamento hollywoodiano del “vai sul sicuro”. Sbaglia un paio di colpi ogni tanto, quando l’azione si fa intensa e confusionaria. Ma non ci mette molto a recuperare come un vero professionista, regalando uno spettacolo epico nel vero senso della parola.

Cosa vi serve sapere? Quel Tony Stark/Iron Man (il maestro comico Robert Downey Jr.) ha combinato un puttanaio allucinante. Il software di sua creazione nato per mantenere la pace, Ultron, è diventato una forza robotica di intelligenza artificiale (la voce e le mosse in computer grafica sono fornite con malizia da James Spader) e ovviamente mira a distruggere ogni essere umano sulla faccia della Terra.
Cosa che non può succedere, ecco quindi entrare in azione i nostri Avengers, inclusi Thor (Chris Hemsworth) e Captain America (Chris Evans) armati di martello e scudo; Hulk (un superbo Mark Ruffalo) alle prese con la solita rabbia distruttiva, tenuta a bada soltanto dalla sensuale Vedova Nera (Scarlett Johansson); e il migliore di tutti, Occhio di Falco (Jeremy Renner), che affronta una mini-storia secondaria con humour esilarante e maturità artistica.

Il malvagio Ultron.

Il malvagio Ultron.

Per aggiungere carne al fuoco, Whedon punta anche sulle nuove leve. È il caso dei gemelli, Quicksilver (Aaron Taylor-Johnson) e Scarlet (Elizabeth Olsen). “Lui è veloce e lei è strana” qualcuno accuserà, non azzeccandoci neanche della metà. E lo capirete quando vedrete la coppia in azione nel fittizio Est Europa ricreato magistralmente da Whedon e dal suo team di effetti speciali.
Inoltre, nessuno si è sognato di eclissare la parte di Ultron, a parte forse Visione, un androide interpretato con commovente solennità da Paul Bettany (la precedente voce di J.A.R.V.I.S.) e che rappresenta in fin dei conti l’insolubile dilemma morale del film.

No, aspetta. Cosa? Un dilemma morale? Che sotterfugio è mai questo? A mio parere, il migliore di tutti, quello che ti si conficca in testa. Whedon è davvero il Gran Visir dei fumetti Marvel tradotti su cellulosa. Ma non ci sarà lui dietro la cinepresa quando l’anno prossimo si inizierà a girare la prima e la seconda parte di Avengers: Infinity War. Ci saranno i fratelli Russo al suo posto e questo rende speciale il suo ultimo Avengers, Age of Ultron. Una battaglia monumentale tra Dei e mostri, che il regista è riuscito a mettere in scena con tanto orgoglio. Bravo.