Rock or Bust - AC/DC
Recensioni

Rock or Bust
AC/DC


Il gran direttore del mondo degli AC/DC,  il cantante Brian Johnson, sarà anche prossimo ai 70, ma ancora non smette di ululare come un depravato: “Mistress, mistress, all night long / Keep on comin’ hot and strong”, urla in Rock the House, una canzone dal sapore blues che trovate sul nuovo album dei mostri sacri dei power-chords.

Stiamo parlando di una band che in quattro decenni non ha mai troppo deviato dalla sua autostrada verso l’inferno. Gli AC/DC hanno messo insieme il loro album più importante di sempre nel 1980: Back in Black, il disco in cui Johnson entrava nel gruppo dopo la morte del frontman Bon Scott.

Ora hanno tirato fuori un altro disco che sta perfettamente nel solco della loro discografia – ci sono riusciti, pur dovendo fare a meno dello storico chitarrista ritmico Malcolm Young, che si è ritirato per problemi di salute. (Anche il batterista, Phil Rudd, ha avuto i suoi bei drammi ultimamente)

Gli AC/DC restano maestri indiscussi di déjà vu. Con Stevie (nipote di Malcolm Young) alla chitarra, i veterani dell’hard rock da stadio estraggono dal cilindro una elettrizzante Play Ball, canzone da pugni per aria, e una Rock the Blues Away che tira come una locomotiva. Mettono la loro libido alla prova in Sweet Candy, un’ode alle spogliarelliste, ed esplorano nuovi limiti per le metafore automobilistiche in Emission Control.

Agli AC/DC non interessa far evolvere il loro suono di base. Per niente. Ma questo vuol dire che di sicuro non corrono il rischio di rovinarlo.

Il video di “Rock or Bust”:

 

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