Viva Valentina! - AA VV
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Viva Valentina!
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Questo giugno è il mese delle antologie. Nel colonnino parliamo di Dr. Pira, nostro contemporaneo, alle prese con un’opera omnia, mentre qui ci occupiamo di Guido Crepax e della sua Valentina, personaggio storico del fumetto italiano. Viva Valentina! è un volume elegiaco dedicato al genio milanese scomparso nel 2003 e alla sua creatura, nata nel 1965 sulle pagine di Linus e arrivata nel corso degli anni al cinema e alle pubblicità. Non si tratta però dell’ennesima raccolta di Crepax, quanto di un festival in suo onore, curato da Micol Beltramini, in cui critici, colleghi e intellettuali (da Manganelli a Eco, passando per Del Buono) spiegano l’importanza del suo lavoro, mentre una schiera di fumettisti ricreano storie con “Lei” come protagonista: Maurizio Rosenzweig, Tuono Pettinato, Lola Airaghi, Corrado Roi, Adriano DeVincentiis, tutti riuniti in un omaggio corale in cui lo stile di ciascun artista si scontra piacevolmente con quello dell’icona da celebrare.
Tra erotismo e fantascienza, Crepax ha usato il personaggio come mattone da lanciare contro alcune regole del fumetto, tra tutte quelle dell’impaginazione, che in Valentina viene distrutta e ricomposta con vignette modulari e dinamiche, che spingono la narrazione in qualsiasi direzione. «La grande innovazione di Crepax», disse Umberto Eco nel 2008, «non era tanto dovuta alla maestria del disegno o all’invenzione romanzesca (molti sanno disegnare e molti inventano vicende romanzesche), quanto alla nuovissima sintassi dell’impaginazione […]. Ma direi di più: occorreva persino saper anticipare il cinema. Perché molte tecniche di Crepax, e prima tra tutte quel suo “montaggio sconnesso”, saranno tipiche della Nouvelle Vague, ma se andiamo a vedere le date Crepax gioca di anticipo, sia pure di un anno o pochi mesi». Amara come tutte le celebrazioni, Viva Valentina! è il titolo che manca al grande appassionato di Crepax e di quella stagione del fumetto italiano, non un buon punto d’inizio per i neofiti. Ai quali può essere utile leggere le scarne parole di Giorgio Manganelli riguardo la nostra diva: “Valentina carissima. Punto”.

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