La storia d’amore tra G-Shock e New York

Siamo stati nella Grande Mela per un party esclusivo. E un incontro con gli ideatori dell'orologio più resistente del mondo

Il link tra G-Shock e New York si perde nella notte dei tempi (e parlando di orologi, sembra il termine migliore da usare). Ed è stata proptio la Grande Mela a ospitare il kickoff, l’inizio dei festeggiamenti in occasione del 35esimo anniversario dell’orologio indistruttibile di casa Casio. In grandissimo stile, ovviamente, occupando il Madison Square Garden Theatre con una mostra, una retrospettiva da brivido e uno sguardo sulle nuovissime tecnologie. Oltre che a un party per celebrare l’altra parte della storia di G-Shock, ovvero il legame strettissimo con la street culture con un paio di special guest d’eccezione, Virgil Abloh e l’ASAP Mob al gran completo, tra cui Ferg e Rocky, oltre a Skepta e altre gradite sorprese sul palco.

«New York per noi è il centro dello stile di G-Shock», dice Shigenori Itoh, Managing director Casio Marketing & Sales. «È il centro della cultura del marchio. G-Shock crea cultura, crea musica, ha connessioni con lo sport. Adesso è il vero centro di Casio, è il nostro brand più importante». E non è difficile immaginare perché.

Il mondo di G-Shock è pieno zeppo di collaborazioni, di aperture culturali e di picchi creativi. L’ultimo, per l’occasione, quello realizzato da Eric Haze, storico designer newyorkese (ovviamente) che con il brand ha un rapporto storico. È stato lui a ideare il logo e a disegnare un modello ad hoc in bianco e nero per le celebrazioni. «È un momento in cui sono tornato alla pittura ed è importante rinfrescare ogni volta, proporre qualcosa di nuovo», dice Haze. «È sempre una sfida, per me e per gli altri. Anzi, deve esserlo: se è interessante per me allora lo sarà anche per gli altri».


«Continuare a evolvere G-Shock è la via per espandere l’immagine, è stata una sfida inventare G-Shock, ora è una sfida reinventarlo», conferma Itoh. E anche Kikuo Ibe, il mitico padre di G-Shock, è convinto della necessità di avere un legame profondo con l’arte. Ma non solo. «G-Shock ha una forte personalità, una forte individualità. Le persone sono attratte dall’orologio per questo, tocca diverse aree culturali».

«G-Shock ha cambiato il modo di vedere Casio», continua Mr. Ibe. «È andato a toccare generazioni più giovani, persone diverse. Sono felice delle connessioni che si sono create, tra il marchio e la street art, penso che abbia aiutato G-Shock ad essere ancora più apprezzato». E Haze è il maggiore rappresentate di questa “branca” del marchio, visto che ha alle spalle vent’anni di collaborazioni. «Sono molto orgoglioso di questa collaborazione. Negli ultimi dieci anni, G-Shock si è concentrato nell’esplorare la ricchezza del brand, portare un modello e trasformarlo. È un mondo con cui è necessario connettersi».

E il futuro di G-Shock è ancora più estremo. «Ho partorito questo orologio dopo averne rotti tantissimi», spiega Ibe. «E credo che per il futuro, ci concentreremo sullo spazio. La gente arriverà a viaggiare tra le stelle, quindi anche io vorrei fare questo esperimento e creare un oggetto che possa funzionare dovunque. E che possano apprezzare anche gli alieni».