X Factor 11, le pagelle della finale: ‘in nome dell’amore’ con Licitra

Nell'ultima puntata del talent di Sky Uno, il tenore di Mara Maionchi compie la ‘remuntada’ sui favoritissimi Maneskin di Manuel Agnelli, per Fedez e Samuel Storm il quarto posto

Lo avevamo detto fin dagli inizi della gara: il pubblico di X Factor preferisce i Maneskin ma sposa i Licitra. Così, una vittoria annunciata – e, apparentemente, senza pari – si è trasformata nella più plateale caduta dal Paradiso. Gli spettatori (il cui bacino, per la finale, era allargato a quello di TV8, trasmessa in chiaro su digitale terrestre) hanno incoronato l’outsider, il meno favorito, il “ma figurati!” di questa edizione, conservando il terremoto per l’ultimo scontro di questo X Factor 11.

Let me entertain you voto: 10

Non abbiamo mai parlato di lui, ma Alessandro Cattelan è la persona giusta nel posto giusto. Gli perdoniamo anche il completo elegante lì dove avrebbero dovuto esserci lycra e diamanti, per aprire la serata.

Il Canto della Finale: gli ospiti internazionali voto: 7,5

James Arthur: il fantasma della finale presente. Trionfatore di X Factor UK 2012, duetta con tutti e quattro i finalisti, cantando con ognuno un pezzo diverso. Il suo consiglio da veterano per i concorrenti: crederci sempre ––ci sembra che qualcuno l’avesse già recepito bene.

Tiziano Ferro: il fantasma del futuro post-finale. Sempre più il Massimo Ranieri degli anni 2000, ma ancora TZN nel cuore, con un lettering graffiti proiettato a scandire le sue parole, scalda il cuore del Forum come solo lui sa fare. Creatura di Mara Maionchi, che l’ha messo sotto contratto ancora minorenne, supremo cantore delle nostre emozioni: è lui l’immagine di ciò che dovrebbe incarnare il vincitore di X Factor. Incrociamo le dita.

Ed Sheeran: il fantasma del passato pre-finale. Impossibile contare il numero di volte che abbiamo sentito un suo pezzo presentato ai casting, alle audition, ai bootcamp, agli home visit, ai live – persino i Maneskin hanno portato un suo brano in gara. Il cantautore inglese è l’incarnazione della visione del successo per chiunque intraprenda la strada. In più, è un Grifondoro.

La tempesta perfetta voto: 6,5

Samuel Storm è stato il concorrente che, quest’anno, ha rivoluzionato l’approccio del talent alla narrazione personale. Giovane, con storia difficile e commovente alle spalle, un presente ancora in via di definizione, e una voce da brividi, il cantautore nigeriano è riuscito a tenere a giusta distanza il dato biografico e il pietismo che, tradizionalmente, avrebbe potuto portarsi dietro, per crearsi un’immagine basata sul hic et nunc della sua vita: le incomprensioni col suo giudice, le assegnazioni, la vita nel loft sono rimaste in primo piano; mentre la sua storia ha trovato posto nelle sue canzoni, come giusto per ogni cantautore che si rispetti – se non è vincere, questo.

Crederci sempre voto: 6

Enrico Nigiotti, per tutti il secondo designato, non ha superato la prova del “Best Of”. Nonostante sia riuscito a infilare un “credimi, credimi, credimi, credimi sempre” anche nel duetto con James Arthur, e nonostante il fuori onda impietoso delle sue parole poco riconoscenti nei confronti dell’ospite inglese a fine manche, il livornese si piazza al terzo posto. Ma… Nigiotti finisce il suo percorso a X Factor e Calcutta torna con un nuovo pezzo a distanza di un’ora. Coincidenze?

Rivoglio le mie ali nere e il mio mantello voto: 5

Narra il mito che, una volta finita la costruzione del labirinto di Cnosso, re Minosse decise di rinchiudervi il costruttore Dedalo e suo figlio Icaro, gli unici che ne conoscevano il percorso e la soluzione. Per scappare dalla prigionia, però, Dedalo fabbricò delle ali, da fissare al corpo con della cera, con cui sorvolare il mare verso casa. Unica raccomandazione del padre al figlio fu quella di non volare troppo vicino al sole, il cui calore avrebbe sciolto la cera e fatto precipitare il giovane. Ma, durante il volo, trascinato dalla foga e abbagliato dalla stella che splende illuminando la terra, Icaro si dimenticò del consiglio del genitore. I raggi del sole sciolsero il collante e il ragazzo si schiantò, senza che il padre potesse, in nessun modo, frenarne la caduta o recuperarne il corpo, continuando il suo viaggio verso la meta natia.

Così, le ali nere di Manuel Agnelli indossate ieri sera dall’Apollineo Damiano David, non sono bastate a far arrivare primi al traguardo i Maneskin, sciolte dalla troppa sicurezza in se stessi.

James Osterberg ci guarda voto: 8

Cos’è il vero rock’n’roll? Gattonare sul palco coperti di glitter, o indossare una giacca con scritto “TV Eye” fatta di lustrini mentre si canta uno dei brani più pop della storia? La rimonta di Lorenzo Licitra, ieri sera, non premia solo una figura pulita, positiva, con anni di studio alle spalle e un atteggiamento sempre impeccabile; e non solo aiuta a far riflettere sulla differenza dei gusti di un pubblico più di nicchia come quello degli abbonati Sky, rispetto a quello più generalista di una TV in chiaro. La serata in stato di grazia del tenore siciliano ha finalmente calato la maschera sui limiti della prevalenza della messinscena in un contesto sì televisivo, ma con uno sbocco prettamente musicale.

Leopard skin voto: 9

Ora che il le luci sono spente, il palco smontato e il forum, ormai, deserto, dove sarà lei, la vera protagonista dell’undicesima edizione di X Factor? La pelliccia leopardata che è passata sulle spalle di tutti e 18 gli occupanti del loft, che ha visto più persone addosso della moquette di un albergo londinese, e che, miracolosamente, riusciva ad andare bene a Rita Bellanza, a Ethan dei Maneskin e a Enrico Nigiotti, in un prodigio della vestibilità contemporanea. Siamo preoccupati. Mandateci una foto, per dirci che sta bene.

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