X Factor 11: intervista a Virginia Perbellini

A soli 23 anni ha già le idee molto chiare, tra l'università e la musica che non finisce qui: «tornerò a scrivere le mie canzoni»

Foto di Jule Hering, Sky


Eliminata alla seconda puntata, Virginia Perbellini è la prima delle Under donne ad abbandonare i live di X Factor. Tra studi di economia, pianoforti e coreografie mancate, la ventitreenne veronese ci racconta il suo percorso.

Come va la mattina dopo?
Bene, bene, sono tranquillissima e sono contenta lo stesso, davvero. Sono serena.

Domanda inevitabile: cosa ha detto tuo padre? [Virginia si era presentata alle selezioni all’insaputa del padre, che sperava per lei una carriera da economista e non nel mondo della musica, NdR]

[ride] In realtà mio papà devo ancora chiamarlo, perché stamattina sono uscita dall’albergo alle 8 e non ho avuto neanche un momento libero. Ma lo vedrò sicuramente stasera quando torno a casa. Penso che sarà contento, comunque, del percorso che ho fatto. Sono tranquilla, non sono né spaventata né mi aspetto nulla di cattivo, assolutamente! [Ride ancora]

Però la sorpresa di vederti su quel palco per lui immagino sia stata abbastanza grande.
Certo, sì. Lui poi ha preferito non venire ai live ma guardarmi da casa, sempre, perché si sentiva più a suo agio. Penso sia rimasto soddisfatto, in ogni caso, indipendentemente dal risultato finale.

Ho scoperto, tra l’altro, che tu vieni da una famiglia di musicisti, quindi la musica è una grande passione condivisa.
Sì, io vengo da una famiglia in cui la musica, da sempre, ci ha portati avanti; prima di tutto mio fratello che ha intrapreso questa strada da quando era piccolo –– io ho scelto dopo, questa decisione l’ho presa più tardi. Mio papà si è dovuto rassegnare, già aveva un figlio musicista e puntava su di me per qualcosa di diverso. Invece si è rassegnato, ha detto ‘ok, basta, alzo le mani! Tanto quello che avevo richiesto, che è la laurea per entrambi, è arrivata, quindi ora non ci metto più le mani’. [Ride]

Noi sul palco di X Factor abbiamo visto un tuo percorso molto cantautorale, sei arrivata (e sei uscita) suonando al piano Rise Up di Andra Day, ieri sera hai cantato un brano di Florence + the Machine: una strada fatta di tutte grandi voci femminili contemporanee, a eccezione per il pezzo di Samuele Bersani agli home visit. Credi sia il cammino giusto per la tua musica o nella tua mente c’era qualcosa di un po’ diverso?
Nella mia mente c’è sempre stato un percorso molto più soul e blues, che mi rappresenta di più. Ho comunque voluto ascoltare i consigli di Levante, perché mi ha fatto scoprire un lato di me che non conoscevo. Al primo live ho cantato Thank You [di Alanis Morissette], che magari non è riuscito a dare pienamente campo alla mia vocalità, non è uscita la vera Virginia, mentre ieri sera venuto fuori di più il genere che voglio seguire. Da adesso in poi, sicuramente, ricomincerò a scrivere i pezzi miei: li ho nel mio cassetto, perché l’edizione di quest’anno è improntata soprattutto sugli inediti, che sono molto importanti, e questa cosa è fondamentale. Ho capito che è molto importante scrivere la propria musica, scrivere le proprie emozioni, più che altro perché ti permette di esprimerti al 100%: quando canti una cover di un altro artista è sempre molto difficile porsi in prima persona. Voglio sviluppare questo aspetto cantautorale di me che ho scoperto.

Tanti tuoi colleghi han portato dei loro inediti anche alle audizioni e alle selezioni, come mai tu non hai “rischiato” su questa strada?
Ero in un momento un po’ particolare, un po’ difficile, per il fatto che ero impegnata con le ultime cose dell’università, quindi volevo concentrarmi pienamente su quello. Ho portato Rise Up che per me è qualcosa di sentito pienamente dentro. Se avessi portato un inedito avrei rischiato di farlo in troppa fretta, non ho voluto bruciare le mie carte. Quello che si vedrà da adesso in poi sarà sicuramente qualcosa di diverso e qualcosa di nuovo, insomma quello che non è uscito in questo programma.

C’è qualcosa con cui avresti voluto confrontarti sul palco di X Factor, magari di molto lontano dalla tua strada principale, e che ti dispiace non aver avuto tempo di mostrare o con cui sperimentare?
Sì, sicuramente il fatto di ballare sul palco: non solo movimenti per stare a tempo con la musica, ma una vera e propria coreografia con i ballerini mi sarebbe piaciuta molto!

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