Sharon Osbourne vs Kylie e Kendall Jenner: «Non avete il diritto di usare le icone del rock»

Il mondo della musica si è scagliato contro la linea di magliette delle Jenner, dove le loro facce erano sovrapposte a Doors, Led Zeppelin, e Pink Floyd
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Una delle magliette (ora rimosse dal mercato) disegnate da Kylie e Kendall Jenner


«Ragazzine, non avete il diritto di mettere le vostre facce sulle icone della musica. Occupatevi di quello che conoscete meglio… i lucidalabbra» ha scritto su twitter Sharon Osbourne, la moglie di Ozzy, riferendosi alla linea di magliette lanciata da Kylie e Kendall Jenner questo mercoledì: le facce delle ragazze erano sovrapposte a quelle di alcuni degli artisti più importanti della storia della musica come Doors, Led Zeppelin, Metallica, Pink Floyd, Tupac Shakur e Notorious B.I.G.

La moglie di Ozzy è solo una dei tanti personaggi che si sono lamentati dell’operazione. Jeff Jampol, il manager dei Doors, e Voletta Wallace, la mamma di Notorious B.I.G., hanno rilasciato dichiarazioni su toni analoghi: «Questa è gente che si crede una celebrità ma che non sa fare nient’altro che non sia rubare e sfruttare l’eredità di chi invece ha creato cose meravigliose», ha detto Jampol. «È ironico, se non criminale… almeno dal punto di vista morale, etico e artistico».

La mamma di Biggie, invece, ha postato una foto su Instagram dove una gigantesca X rossa campeggia su una delle t-shirt: «Non ho capito: chi ha detto a Kylie e Kendall Jenner che avevano il diritto di fare questa cosa? La mancanza di rispetto… non hanno nemmeno contattato qualcuno di noi per parlarne. Non capisco perché pensino di poter sfruttare la morte di Tupac e di mio figlio Cristopher per vendere magliette. È disgustoso!»

I messaggi sono stati efficaci. Le Jenner hanno ritirato le magliette dal commercio e pubblicato una breve lettera: «Non abbiamo pensato molto prima di fare quelle magliette e ci scusiamo con chiunque si sia sentito offeso, soprattutto le famiglie degli artisti», hanno scritto. «Siamo grandi fan della loro musica e non volevamo mancare di rispetto a nessuno. Le magliette sono state ritirate e tutte le immagini rimosse. Sfrutteremo quello che è successo per imparare dai nostri errori, ci dispiace».