Roger Waters e Peter Gabriel fra gli artisti a sostegno di Lorde dopo il concerto annullato a Israele

Alcuni fra i più grandi artisti mondiali hanno difeso la cantante dopo le accuse di bigottismo mosse da un rabbino: «Sono inaccettabili le tattiche da bullo usate per difendere le ingiustizie contro i palestinesi»

Roger Waters, Peter Gabriel, Tom Morello e Brian Eno sono alcuni fra i musicisti firmatari di una lettera aperta nata per supportare la decisione di Lorde, dopo che la cantante di Melodrama ha cancellato il suo concerto in Israele.

La lettera aperta, pubblicata sul Guardian, arriva dopo che un importante rabbino ha definito “bigotta” la cantante per aver annullato lo show di Tel Aviv dopo le pressioni del movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS), un’organizzazione che si oppone a Israele per le politiche sul fronte palestinese.

“Scriviamo a sostegno di Lorde, che ha reso pubblica la sua decisione di non esibirsi in Israele e ora viene etichettata come bigotta in un’intera pagina pubblicitaria del Washington Post”, si legge sulla lettera in cui si critica la scelta del rabbino Shmuley Boteach di acquistare lo spazio pubblicitario.

“Lui non ha nulla da insegnare agli artisti per quanto riguarda i diritti umani. Sono inaccettabili le tattiche da bullo usate per difendere le ingiustizie contro i palestinesi e per sopprimere la libertà di coscienza degli artisti. Noi sosteniamo la decisione di Lorde di prendere posizione”.

Fra i nomi che hanno firmato la lettera ci sono Talib Kweli, Kathleen Hanna, il frontman dei TV on the Radio, Tunde Adebimpe, ma anche attori come Mark Ruffalo, Viggo Mortensen e John Cusack.

Lorde si sarebbe dovuta esibire al Tel Aviv Convention Centre il prossimo 5 giugno, come previsto dal suo tour 2018. Fatta eccezione per il comunicato inviato da Lorde ai promoter del suo concerto di Tel Aviv, in cui si scusa per l’annullamento dello show, la cantante non ho commentato pubblicamente la cosa sui suoi social media. “Credo che la decisione giusta, a questo punto, sia di cancellare lo show”, ha comunicato Lorde ai promoter, appena pochi giorni dopo il controverso annuncio di Donald Trump, in cui il presidente degli Stati Uniti ha detto che riconoscerà Gerusalemme come capitale di Israele.

Nei giorni seguenti l’annuncio dello show cancellato, Itzkah Gerberg, l’ambasciatore di Israele in Nuova Zelanda, ha chiesto un colloquio privato con Lorde in cui discutere “di Israele, dei suoi traguardi e del suo ruolo come unica democrazia del Medio Oriente”.

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