Roberta Di Mario, post-classica al femminile

In anteprima il video di 'No Intimacy', l'ultimo brano pubblicato dalla pianista-compositrice

Roberta Di Mario è una pianista e compositrice di formazione classica: diplomata in pianoforte al Conservatorio di Parma – massimo dei voti, lode, menzione d’onore e chi più ne ha più ne metta -, comincia la sua carriera con Tra il tempo e la distanza, album uscito nel 2011 per Alfa Music. La sua musica concilia il pop, l’ambient e il jazz, e il 13 ottobre è uscito per Warner Illegacy, il suo ultimo album. Quello che vedete lassù in cima all’articolo è il video di No Intimacy. Abbiamo intercettato Roberta per farle qualche domanda sul video, su Venezia e sullo stato della musica classica. Ecco com’è andata:

Nel tuo disco si sentono influenze vicine al mondo jazz, anche se hai ereditato una certa “classicità” nella tua musica. come ti definiresti?

Pianista e compositrice contemporanea e versatile. Noi musicisti siamo ciò che ascoltiamo. In questo straordinario viaggio nella musica e nel pianoforte non ho messo barriere nell’ascolto, non ho pensato alla musica classica come musica di serie A e tutto il resto come musica di sottofondo. La musica è UNA e senza confini. Ciò che conta è cosa ti scuote, cosa ti smuove. Dentro Illegacy c’è molto di Roberta Di Mario, il suo vissuto, ma soprattutto i suoi ascolti, il suo modo di percepire la musica in tutti i suoi universi sonori.

Ultimamente la musica neoclassica (o post-classica) sta avendo un riconoscimento anche dal mondo del mainstream. hai visto anche tu un “aumento” del tuo pubblico?

Assolutamente sì. Il pianoforte si sta avvicinando ad un pubblico trasversale, ad un gusto trasversale e questo è stimolante e gratificante. Il mio pubblico è decisamente aumentato e “ringiovanito”, tanti ragazzi mi scrivono addirittura per chiedermi gli spartiti di Illegacy. Questo è un grandissimo segnale di partecipazione attiva alla mia musica ed alla musica pianistica in genere. Spero di contribuire con il mio progetto e come pianista donna (ahimè siamo in poche…) a questa operazione di diffusione dei tasti bianchi e neri ad un pubblico sempre più vasto e partecipativo.

Il tuo video è girato a Venezia, perché questa scelta?

Perché No Intimacy e la sua intensità meritavano una città potente, forte, intensa, magica e soprattutto con la voglia di resistere, di non sprofondare, di non annegare. E poi c’è da svenire di bellezza a Venezia!

Perché dici che le persone hanno paura dell’amore? o meglio, secondo te, di cosa hanno paura?

Le persone hanno una fottutissima paura di amore e di amare. Perché è più facile scegliere un amore libero, leggero, disinvolto, non intimo, dove non ci si mette in gioco, dove non si rischia. Invece l’amore così come la musica sono faccende di alta acrobazia, eccitanti, ma pericolose, graffi e carezze, ma vanno vissute pienamente, intensamente, intimamente.
Perché se non vai fino in fondo, se non vivi davvero, se non ami davvero, allora che senso ha la vita, l’amore?