Lorde accusata di antisemitismo sul Washington Post

Il rabbino americano Shmuley Boteach ha acquistato una pagina del quotidiano per accusare la popstar neozelandese

«Lorde e la Nuova Zelanda ignorano la Siria per attaccare Israele», si apre così il testo pubblicato sulla pagina del Washington Post acquistata dal rabbino americano Shmuley Botach per attaccare Lorde, che di recente ha deciso di cancellare un concerto in Israele. Potete vedere la pagina grazie alla foto inserita qui sotto.

«Lorde si è unita al boicottaggio globale anti semita contro Israele, ma si esibirà in Russia nonostante il sostegno di Putin al genocidio di Assad in Siria», si legge nel testo. La notizia della cancellazione aveva già sollevato diverse polemiche: il primo a intervenire è stato l’ambasciatore israeliano in Nuova Zelanda, che ha chiesto un incontro per spiegare «Israele, le sue conquiste e il suo ruolo di unica democrazia del Medio Oriente».

Nel frattempo è arrivato il commento di Eran Arieli, uno degli organizzatori del concerto annullato. «Lorde non si merita tutta la merda che le hanno tirato addosso nell’ultima settimana», ha detto. «Sono stato un ingenuo a pensare che un’artista della sua età potesse gestire tutte queste pressioni».

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