Dai Led Zeppelin agli Oasis, le reunion più attese dai lettori

Fra Pink Floyd, The Smiths, Rage Against the Machine, Genesis e tutte le altre band in letargo, chi avrà ottenuto più voti?
The Smiths, foto via Wrightphoto.co.uk

The Smiths, foto via Wrightphoto.co.uk


LCD Soundsystem e Guns N’ Roses erano tornati insieme, ma è ancora lunga la lista delle band ancora separate. Alcune sciolte per decisione consensuale dopo decenni trascorsi in tour, altre implose soltanto pochi anni dopo la reunion e mai più tornate assieme. Tuttavia, sembra che la legge del rock & roll preveda che, dopo un po’, ogni band sia destinata a riformarsi, anche soltanto per una sera.
Abbiamo chiesto ai nostri lettori di quali band sperano di vedere una reunion nei prossimi anni.

10. The Black Crowes

A questo punto, i fan dei Black Crowes avranno capito che il gruppo è entrato in una confortevole routine che durerà fino alla morte di qualcuno dei membri. Andare in tour, capire che ancora non si sopportano fra loro, sciogliersi, fare molti meno soldi con i loro progetti solisti, partire con una reunion per qualche anno, realizzare che ancora ci si odia a vicenda e così via. È il cerchio della vita dei Black Crowes. Nel 2013 hanno fatto 120 incredibili show, che hanno messo un discreto gruzzolo nelle tasche della band. Ora che sono lontani dalle scene da un paio d’anni – e che i membri della band sono probabilmente a corto di contante – ci aspettiamo da un momento all’altro una loro reunion.

9. Pink Floyd

Quando i Pink Floyd tornarono assieme a Roger Waters nell’estate del 2005 in occasione del Live 8, tutti i membri della formazione originale degli anni 70 erano vivi, e una specie di reunion era quantomeno plausibile. Due anni dopo, il tastierista Richard Wright morì, ponendo fine a ogni possibilità di un ritorno dei Floyd: «Tutto deve trascorrere – disse Gilmour a Rolling Stone lo scorso anno – tutto prima o poi deve finire, e non voglio tornarci su. Ho finito con i Pink Floyd». Abbiamo già provato a chiedere a Roger Waters il suo pensiero in merito, ma non siamo neanche stati capaci di formulare la domanda che già aveva iniziato a urlare. «Perché non mi chiedete del mio cazzo di colore preferito? – aveva detto – non c’è cosa più stupida di questa, tutti sanno la risposta, e tutti continuano a chiederlo ancora e ancora! È così stupido». Traduzione: la reunion non ci sarà mai.

8. Genesis

Circa 12 anni fa, la formazione dei Genesis in versione Peter Gabriel al comando si riunì segretamente per discutere se tornare a suonare insieme per la prima volta dopo la reunion del 1982.
Com’era ovvio che fosse, il progetto s’infranse quando Gabriel s’incazzò e se ne andò via. Tuttavia, la band decise comunque per una reunion nella veste 19976-1993 guidata da Phil Collins, lanciandosi nel 2007 in un tour di enorme successo. Gabriel rimane freddo riguardo a una reunion, mentre Collins, purtroppo, non è più in grado di suonare la batteria a causa di un problema al sistema nervoso. L’ottimismo tuttavia permane, dopo che Phil Collins si è auto definito “non-ritirato”. Il musicista progetta di focalizzarsi sulla sua carriera solista, ma non ha escluso completamente l’eventualità di un nuovo progetto targato Genesis. Le probabilità non sono tantissime, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.

7. Rage Against the Machine

I Rage Against the Machine furono i Guns N’ Roses del 2007 quando sorpresero i loro fan riunendosi al Coachella. Non furono presentate nuove canzoni, ma da quel momento fecero un altro paio di concerti e qualche altro festival dal 2008 al 2010. Tennero un ultimo concerto nell’estate 2011, per poi sparire. Tuttavia, sembra che qualcosa stia bollendo in pentola. «Siamo ancora una band, e potremmo tornare a suonare insieme – aveva detto l’anno scorso a Rolling Stone il bassista dei RATM Tim Commerford – per ora non abbiamo nulla di programmato, ma non si può mai sapere cosa il futuro abbia in serbo». Potrebbe esserci una reunion per la Rock and Roll Hall of Fame? «È abbastanza ovvio – ha continuato Commerford – qualcuno si presenterà, qualcun altro no, qualcuno verrà con un clistere di colorante rosso e cagherà lungo tutto il red carpet».

6. The Kinks

A dicembre 2015, Ray Davies raggiunse il fratello Dave sul palco durante un suo spettacolo solista a Londra per suonare You Really Got Me. Ed era la prima volta che condividevano un palco dopo la rottura dei Kinks del 1996. Sembra ci fossero degli ottimi presupposti per una reunion, ma il 50esimo anniversario dei Kinks si avvicina e sembra che nulla sia stato organizzato. C’è anche il piccola problema del batterista Mick Avory. Ray vorrebbe fosse parte della reunion, ma Dave è sembrato ambiguo a riguardo. Ciò significa, che se Ray e Dave saranno in salute per altri cinquant’anni, allora la reunion sarà inevitabile.

5. R.E.M.

Dalla rottura del 2011 i R.E.M. sembrano essere usciti in maniera pacata: «Ci siamo separati pieni di gratitudine, sentendoci realizzati e stupiti per quanto siamo riusciti a fare – avevano detto – un enorme ringraziamento va a chiunque sia rimasto colpito dalla nostra musica». Due anni dopo, Mike Mills aveva raccontato a Rolling Stone di non aspettarsi una reunion: «Siamo molto attratti dall’idea di sciogliersi e non tornare insieme per un reunion tour – aveva detto – dubito che ci rivedrete di nuovo in tour come R.E.M.». Michel Stipe si era di nuovo affacciato alla musica aprendo a sorpresa il tour anniversario di Patti Smith per Horses, per cui c’è forse una minuscola possibilità che un giorno sentirà il bisogno di ritornare con i R.E.M. – ma è molto improbabile.

4. Oasis

Considerando il quantitativo di denaro che farebbero gli Oasis se tornassero a suonare negli stadi europei e la relativamente giovane età dei fratelli Gallagher, sembra piuttosto inevitabile che una reunion si farà. Tuttavia, Noel Gallagher è sembrato abbastanza deciso a negare ogni possibilità che questo avvenga: «Penso sia insito nella mentalità inglese che l’idea della gloria passata rimanga alle nostre spalle – ha detto un paio di anni fa – Led Zeppelin, The Smiths, The Jam, dovrebbero tutti tornare insieme. Perché? Per permettere a una mandria di gente di mezz’età di assediare la O2 Arena solo per dire “Non sono più bravi come prima”. E sembra pensi lo stesso degli Oasis: «Si, non siamo più bravi come una volta».

3. The Smiths

Anche le band più testarde qualche volte sono disposte a mettere l’orgoglio da parte, anche solo per una sera. I Led Zeppelin suonarono nel 2007 alla O2 Arena, i Pink Floyd al Live 8 nel 2005 e i membri rimasti della band raggiunsero sul palco Roger Waters nel 2011. Persino David Byrne fu disposto a riformare i Talking Heads per la Rock And Roll Hall of Fame del 2002. L’unica eccezione sono gli Smiths dato che Morrisey non perdona molto facilmente. In primo luogo è ancora incazzato con Johnny Marr per aver distrutto la band, non è poi nemmeno descrivibile la rabbia nei confronti del batterista Mike Joyce, che nel 1990 fece causa alla band per ottenere un numero maggiore di royalties. Probabilmente sulla faccia della terra non sarebbe possibile trovare una persona che ne disprezzi un’altra più che in questo caso ed è praticamente certo che questa band non tornerà insieme mai più. Chissà, magari se fra dieci anni qualcuno scaricasse un camion di denaro davanti alla casa di Morrisey…mai dire mai. Ma non credeteci troppo.

2. Talking Heads

I Talkin Heads non erano stati ufficialmente sciolti fino al 1991, anche se era ormai da sette anni che non suonavano insieme. Il gruppo morì di morte lenta e dolorosa dal momento in cui il frontman David Byrne decise che avrebbe comandato su tutto, realizzando alla fine che il modo migliore per realizzare il suo desiderio sarebbe stata la carriera solista. I rimanenti Heads tentarono di andare in tour a metà anni 90 ma, senza Byrne, non riscossero un grande interesse fra il pubblico. Tina Weymouth, Jerry Harrison e Chris Frantz andrebbero in tour coi Talking Heads anche domani se Byrne desse l’OK, ma per ora stanno ancora incollati al telefono aspettando una chiamata. Si Spera che un giorno Byrne chiamerà; è un soggetto imprevedibile per cui rimane un piccolo rimasuglio di speranza.

1. Led Zeppelin

C’è mai stata nella storia del rock una presa in giro più grande della reunion dei Led Zeppelin nel 2007 alla O2 Arena di Londra? Passarono mesi a provare per uno show spettacolare, per poi sciogliersi un’istante dopo che il concerto era finito. È stato piuttosto vile che proprio in quel periodo Robert Plant facesse uscire il proprio disco in collaborazione con Alison Krauss, vendendo milioni di copie e regalandosi finalmente quel successo solista che non era mai riuscito ad ottenere. Salutò Jimmy e John Paul e se ne andò in tour con Krauss. I membri rimanenti pensarono per un po’ di suonare senza di lui e di sostituirlo con Steven Tyler e Myles Kennedy , ma alla fine ritornarono alla ragione. È triste pensare che la reunion dei Led Zeppelin sia durata soltanto due ore.