I migliori dischi del 2017 per Colapesce

Stasera, Lorenzo segna un'altra spunta alla lista dei sold out di questo Infedele Tour. Una buona scusa per prendere un caffè insieme e parlare di dischi

Foto di Elena Fortunati


Questa sera Colapesce aggiunge un’altra spunta alla lista dei sold out del suo Infedele Tour. Si esibirà nell’intimità del palco di Santeria e, solo dopo aver salutato tutti con un bell’inchino, il cantautore siciliano proseguirà poi a Torino, Bologna, Roma e sempre più a sud fino a concludere il viaggio il 2 febbraio a Mestre, Venezia.

Molto prima che partisse per questa odissea, ci eravamo presi un caffè con Lorenzo. Una bella scusa per parlare di dischi—i suoi preferiti del 2017—ma anche di futuro e di nuove leve.

A bocce ferme, che dischi hai consumato nel 2017?
C’è da fare una premessa: nel 2017 ho ascoltato molta roba “datata”. Il vantaggio però è che ho selezionato con attenzione gli album nuovi, quindi quei pochi sono molto buoni.

Ti senti parte di questa nuova scena indie?
Guarda, io suono da 15 anni ormai, quindi periodicamente vedo nascere nuove scene e nuove correnti. In generale, mi piace pensare che ci sia una nuova scena che propone cose nuove e originali. Però l’idea di scena non è qualcosa che mi appartiene. Ognuno ha il suo percorso e prende le sue scelte, credo che per “scena” si intenda qualcosa di più coeso di quello che in realtà siamo io e i miei colleghi. È indubbio che ci sia qualcosa in questo momento, che ci sia un’attenzione più alta al riguardo e che a volte sia comodo usare la parola “scena”. Ma devo dirti che anche all’epoca mi avevano inserito nella stessa cartella insieme a Dente, Brunori, ecc. Quindi, ecco, ogni tot mi spostano e la cosa fa un po’ ridere. Molti di quelli della vecchia scena oltretutto nemmeno suonano più.

Non pensi ci siano poche donne però?
Sì, e questo è davvero un gran peccato. Anche perché Levante non mi sentirei più di inserirla nella musica indipendente, ha fatto il salto. Ci sarebbe Maria Antonietta, poi Verano. Ma sono nomi che devono ancora uscire. Tutta roba del 2018.

Ecco, chi consiglieresti fra gli emergenti?
Beh, appunto, Verano perché l’ho prodotta io!

Ha senso!
Quindi mi auguri che spacchi tutto nel 2018. Finora di suo è uscito solo un EP per Garrincha Dischi, nel 2016. Si è fatta notare ma non abbastanza, vedrai che con questo nuovo disco che abbiamo fatto insieme riceverà la giusta attenzione.

E fra quelli che già si conoscono, secondo te chi spaccherà quest’anno?
Fammi pensare. Chi deve uscire quest’anno? Ah, Cosmo! Ho già sentito il disco ed è una bomba. Sono sicuro che andrà benissimo, e poi dal vivo lui è un uragano. Davvero una bella esperienza.

Cosa ci puoi spoilerare invece delle tue uscite di quest’anno?
Ci sono un bel po’ di uscite pronte in questo momento, ma non posso ancora dirti nulla. Ci sono un po’ di date fissate ma non ti dico ancora niente perché poi—che ne so—lo posticipano a marzo. Ho paura che non posso darti informazioni certe. Comunque l’unica cosa che ti posso ribadire, l’unico messaggio che voglio resti è che il pop non si deve omologare alla stessa estetica come ha già fatto più volte in passato. Speriamo che questa scena porti nuovi contenuti, non cliché.

Qui sotto, i dischi che Lorenzo ha ascoltato di più nel 2017:

“Sleep Well Beast” di The National

“The Ooz” di King Krule

“Painted Ruins” di Grizzly Bear

“Fa Niente” di Giorgio Poi

“DAMN.” di Kendrick Lamar

“Pure Comedy” di Father John Misty

“Screen Memories” di John Maus

“Dedicated To Bobby Jameson” di Ariel Pink

“A Casa Tutto Bene” di Brunori Sas