I Beatles raccontati da Liam Gallagher

La voce degli Oasis racconta il suo amore per il quartetto di Liverpool nell'anniversario di 'Beatles for Sale', «megacanzoni sparate all'improvviso»

In Beatles for Sale i Beatles cominciano a trovare la loro dimensione e fanno un passo avanti come compositori. Si prendono dei rischi e sono più onesti. Voglio dire, non sentirete mai uno come me cantare una canzone intitolata I’m a Loser. Magari gli altri lo dicono di me, ma io non me lo direi mai da solo. Massimo rispetto, è una cosa molto sincera e personale.

Mi piacerebbe essere capace di scrivere storie come No Reply. John Lennon è il mio preferito. La sua voce mi cattura subito, prima delle canzoni e delle parole. Anche quando parla, ha qualcosa nella voce che mi prende subito. Un’altra delle mie canzoni preferite è I’ll Follow the Sun. Una megacanzone, una delle migliori di McCartney, costruita alla perfezione. E poi l’intro sfumato di Eight Days a Week, quello è un classico momento Beatles perfetto. Bellissimo.

Voglio dire, non sentirete mai uno come me cantare una canzone intitolata I’m a Loser

C’è qualcosa di assolutamente puro in Beatles for Sale, una sensazione piacevole, chiara e e pulita. So che hanno letteralmente dovuto sparare fuori queste canzoni, presi come erano dai tour, i film e tutto il resto. Però credo che registrare in studio sia una cosa che ti mantiene con i piedi per terra, è una pausa piacevole da tutto il delirio senza senso. Senza lo studio impazzisci velocemente. È una cosa che ti stimola.

E allora era decisamente meglio di come succede adesso: le band fanno un disco e poi stanno lì seduti: “Ne facciamo un altro tra due anni”. L’unica cosa di cui non sono sicuro sono le due cover, Mr.Moonlight e Kansas City non sono tra i miei pezzi preferiti. Se si potessero togliere, l’album sarebbe perfetto perché le altre sono canzoni eccezionali. Megacanzoni, amico.

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