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Le dieci migliori canzoni dei Cure

Festeggiamo il compleanno di Robert Smith ascoltando le canzoni dei Cure preferite dai lettori di Rolling Stone: quali pezzi hanno superato “Boys don't cry”, “Just Like Heaven” e “Fascination Street”?

L’ultimo album pubblicato dai Cure è del 2008, 4:13 Dream. Questo non ha impedito alla band di lanciare comunque, quest’anno, un gigantesco tour mondiale. Hanno suonato ogni sera set di tre ore, alternando grandi hit come Pictures of You e Friday I’m in Love con brani meno conosciuti come At Night, Primary e Out of This World. Tutti i concerti si sono conclusi con Boys Don’t Cry. I lettori di Rolling Stone America hanno scelto le loro canzoni preferite, festeggiamo il compleanno di Robert Smith ascoltandole.

10. “Boys Don’t Cry”

Robert Smith aveva solo 18 anni quando i Cure hanno registrato il loro album d’esordio, Three Imaginary Boys. «I brani più pop come Boys Don’t Cry sono così ingenui da sembrare folli», ha detto a Rolling Stone nel 2004. «Considerando la mia età e il fatto che non avevo fatto nient’altro che non fosse andare a scuola – nessuna vera esperienza di vita, solo cose lette sui libri -, devo dire che non sono niente male». Boys Don’t Cry è stato il secondo singolo della band, un buon successo che ha lanciato la loro carriera. Smith l’ha suonata più di 850 volte, e il numero continua ad aumentare ogni sera.

9. “Fascination Street”

Dieci anni dopo il loro esordio, i Cure si sono ritrovati a suonare in gigantesche arene e a sentire la loro musica in tutte le radio. «Mi sono reso conto che, nonostante tutti i miei sforzi, eravamo diventati tutto quello che non volevo diventassimo: una rock band da stadio. La maggior parte dei rapporti dentro e fuori al gruppo si sono deteriorati. Chiamare quel disco Disintegration è stato quasi una premonizione, e poi si è avverato tutto». Il singolo, Fascination Street – ispirato da una nottata alcolica passata a New Orleans – arrivò subito al n.1 di molte classifiche, ed è tutt’ora uno dei brani più cantati durante tutti i concerti del gruppo.

8. “From The Edge of the Deep Green Sea”

Mentre molte band degli anni ’80 faticavano a trovare il loro posto nel decennio successivo, i Cure hanno attraversato l’epoca del grunge con grande facilità. Il loro disco del 1992, Wish, è stato un grandissimo successo, soprattutto grazie alla hit Friday I’m In Love. From the Edge of the Deep Green Sea non era un singolo, ma con il tempo è diventato uno dei pezzi preferiti dai fan. Il testo è dedicato alla moglie di Robert Smith, Mary. “And all I Want is to keep it like this. You and me alone, a secret kiss / And don’t go home, don’t go away / Don’t let this end, please stay”.

7. “The Same Deep Water as You”

I Cure hanno raggiunto il massimo della popolarità con l’uscita di Disintegration, nel 1989. A quel punto non erano più la piccola band di nicchia che ascoltavano i nostri fratelli più grandi, ma delle star con canzoni trasmesse in tutte le radio dei centri commerciali. I poster di Robert Smith finirono nelle stanze di tutti gli adolescenti americani. Non erano neanche più esclusiva dei ragazzi più alternativi, e probabilmente questi nuovi fan ascoltavano a ripetizione Pictures of You e Lovesong, skippando il brano di nove minuti The Same Deep Water as You. La canzone parla di un amore intenso e maledetto. “Swimming the same deep water as you is hard. The shallow drowned, lose less than we”.

6. “Faith”

I Cure erano in un momento molto difficile durante le registrazioni di Faith, il disco pubblicato nel 1981. Il successo non era come se lo immaginavano e le droghe erano sempre più importanti e pericolose. «C’era molta gelosia, molti ci dicevano: “siete cambiati!” Noi ci siamo isolati. Ci ubriacavamo fino all’abisso e suonavamo queste canzoni», ha detto Smith a Rolling Stone. L’album si chiude con la title track. Il testo dice: “Rape me like a child. Christened in blood / Painted like an unknown saint / There’s nothing left but hope”.

5. “In Between Days”

Il primo singolo estratto dal disco del 1985, The Head on the Door, è uscito in estate, durante un momento molto positivo della carriera dei Cure. Robert Smith decise di aggiungere membri alla band, suonando tutto il disco come un live in studio. «Comprai una discreta chitarra acustica a sei corde. Come l’ho presa in mano ho iniziato a suonare gli accordi di In Between Days. Non mi ero mai messo a suonare l’acustica, probabilmente perché non ne avevo mai avuta una decente», ha detto a Rolling Stone nel 2004. Il risultato? Un classico dei Cure, il primo a entrare nella Billboard Hot 100.

4. “Disintegration”

Robert Smith ha compiuto 30 anni durante le registrazioni di Disintegration. All’epoca non era sicuro di voler continuare con i Cure e abusava di droghe pesanti: durante l’incisione del disco ha deciso di non voler più parlare con nessuno. Tutta questa situazione ha portato alcune delle canzoni più dark del loro repertorio, soprattutto la title track: un brano in cui il cantante ammette che la sua dipendenza potrebbe ucciderlo.”I leave you with photographs, pictures of trickery. Stains on the carpet and stains on the memory / Songs about happiness murmured in dreams / When we both of us knew how the end always is”.

3. “Just Like Heaven”

La relazione di lunga data di Robert Smith con la moglie Mary ha ispirato moltissimi classici dei Cure, come la hit del 1987 Just Like Heaven. Il singolo è figlio di un viaggio che i due hanno fatto a Beachy Head, in Inghilterra. Il brano ha commosso milioni di persone in tutto il mondo, la loro prima hit a raggiungere la top 40 in America. Il problema era che la loro etichetta ha cominciato a chiedere molti altri brani così. Smith, però, non è tipo da ripetersi.

2. “A Forest”

I Cure hanno registrato Seventeen Seconds in meno di otto giorni, dedicando la maggior parte del tempo a The Forest, un brano monumentale di oltre sei minuti. «Volevo un brano che fosse atmosferico, e questo aveva un sound fantastico. Chris Parry, uno dell’etichetta, ci ha detto: “se la fate suonare più radiofonica diventerà una hit incredibile”. Gli ho risposto: “Ma è così che deve suonare, così è nella mia testa. Non m’importa niente della radio”». Il brano, in realt, diventò la loro prima hit in Inghilterra. Smith continua a pensare che sia una delle sue canzoni migliori in assoluto. È il brano più suonato dal vivo di tutto il loro repertorio, le performance ormai sono più di 1000.

1. “Pictures of You”

Poco prima di iniziare i lavori per Disintegration, un incendio è divampato a casa di Robert Smith. Mentre camminava nell’appartamento distrutto, il cantante si è imbattuto in una serie di foto di sua moglie, Mary Poole. L’esperienza lo ha portato a ripensare ai loro primi giorni insieme, ispirando il testo di Pictures of You. “Remembering you standing quiet in the rain. As I ran to your heart to be near / And we kissed as the sky fell in / Holding you close / How I always held close in your fear”. La canzone fu il quarto singolo estratto dal disco, ma arrivò solo 71esima in classifica. Nonostante tutto, però, è considerata da molti come il miglior brano mai scritto dai Cure.

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