È morta Dolores O’Riordan dei Cranberries

L'agente ha confermato la notizia: la cantante irlandese era a Londra per registrare dei brani

Se n’è andata Dolores O’Riordan, la storica voce dei Cranberries, band tra le più importanti degli anni novanta. Oltre a Zombie, probabilmente il loro brano più iconico, gli irlandesi hanno venduto più di 30 milioni di copie e la voce di Dolores O’Riordan – che era tornata in pianta stabile nella formazione nel 2009, dopo un breve percorso da solista – era una delle più affascinanti di tutto il rock.

La notizia è stata appena confermata dal suo addetto stampa, che ha dichiarato: «La famiglia di Dolores è devastata dalla notizia, e in questo momento così difficile chiede solo che venga rispettata la sua privacy». Nel corso dell’estate del 2017 i Cranberries avevano annullato le date europee del loro tour per i problemi di salute della cantante, costretta a restare a casa per «le terapie legate a un problema alla schiena».

La cantante irlandese è morta mentre era a Londra per una breve session di registrazione, aveva solo 46 anni. Non è ancora nota la causa del decesso.

Nel frattempo è arrivato il commento di Michael Higgins, presidente dell’Irlanda: «è con grande tristezza che vengo a sapere della morte di Dolores O’Riordan, musicista, cantante e autrice. Dolores e i Cranberries hanno avuto un’influenza gigantesca sul rock e sul pop in Irlanda e nel resto del mondo. Ricordo con affetto il momento in cui li ho conosciuti, e l’orgoglio che hanno trasmesso a così tante persone con i loro successi. La sua morte è una grande perdita per chi ama la musica irlandese, i musicisti irlandesi e l’arte in generale».

Anche Dave Davies dei Kinks ha commentato la notizia, questa volta su Twitter: «Sono scioccato dalla morte improvvisa di Dolores O’Riordan. Abbiamo parlato un paio di settimane prima di Natale e mi sembrava felice e in buona salute – ci siamo anche detti di scrivere qualche canzone insieme. È incredibile, Dio la benedica».

Nata a Limerick, in Irlanda, Dolores era la più piccola di sette fratelli. È entrata nei Cranberries nel 1990 dopo un’audizione, e con la sua voce la band è diventata “il più grande export irlandese dopo gli U2”, come scriveva Rolling Stone USA nel 1995. Il quartetto ha pubblicato il suo primo album – Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We? – nel 1993. Dopo qualche difficoltà iniziale, i singoli Linger e Dreams sono entrati prima nella rotazione di MTV e poi in classifica.

«So il significato di tutte le canzoni dell’album», disse all’epoca. «L’album racconta i fallimenti di un’adolescente e la sua rinascita come giovane donna. E so esattamente in che notte ho scritto quelle parole e anche perché le ho scritte. Sono molto orgogliosa delle canzoni, perché esprimono esattamente come mi sentivo all’epoca».

L’anno successivo arriva No Need to Argue, un disco spacca-classifiche soprattutto grazie alla hit Zombie, un brano che li ha portati al massimo della notorietà. Il successivo To the Faithful Departed uscì nel 1996, e conteneva altre due hits – Salvation e When You’re Gone -, ma dopo la sua pubblicazione la popolarità della band è iniziata a scendere. Cinque anni dopo, infatti, scelgono di prendersi una pausa, periodo in cui O’Riordan ha iniziato una breve carriera solista.

Nel 2009 sono tornati a suonare insieme. Dalla reunion in poi hanno pubblicato Roses (2012) e l’ultimo Something Else, uscito lo scorso anno. «Linger è il primo brano che ho scritto per la band. Avevo 18 anni, e il più giovane di noi ne aveva 16», ha detto. «Non pensavamo che sarebbe diventata una hit».