Charlie Charles Presents: Chris Nolan

Oggi ci apre le porte del suo studio un producer 21enne che ha già cucinato beat Ghali, Izi e Sfera Ebbasta
Chris nel suo studio di Settimo Milanese

Chris nel suo studio di Settimo Milanese

Il producer che Charlie Charles tira fuori dal cilindro oggi si chiama Chris Nolan, vero nome Christian Mazzocchi.

È molto giovane ma nonostante i 21 anni ha già avuto modo di cucinare beat per Ghali, Sfera, Izi e Tedua. Insomma, per tutto il giro trap che tira adesso fra le nuove generazioni.

Scheda Tecnica

ProducerChris Nolan
Vero nomeChristian Mazzocchi
Età21
Origine del soprannomeIspirato dal regista Christopher Nolan
LuogoSettimo Milanese
Altra professioneNessuna
Etichetta affiliataNessuna
Artisti affiliatiGhali, Izi, Tedua, Sfera Ebbasta
Producer italiano preferitoCharlie Charles
Producer estero preferitoLondon On Da Track

Hit più conosciuta

Come hai iniziato a produrre?
A 12 anni con la mia compagnia di amici compravo già i primi microfoni USB, i primi PC e alla fine ero sempre io quello che registrava tutti. Poi un giorno mio padre comprò una rivista specializzata per Windows XP o 98—non ricordo—e dentro c’era questo CD con FL Studio. Così lo installai e mi regalarono la prima tastiera. Da lì non ho più mollato.

Usi molti plugin?
Sono uno che usa molto la tastiera, mi piace moltissimo suonare il piano. Quindi, preferisco usare i tasti. Cerco di orientare la mia produzione al pianoforte, per quanto io sia autodidatta. Non ho studiato di certo al Conservatorio.

Quindi un po’ soffri l’essere nato nell’era digitale.
Un po’ sì. Purtroppo più passa il tempo e più ci si rende conto dei pregi e soprattutto i difetti del digitale. L’analogico nella pratica, se hai l’esperienza, è mille volte meglio. È un po’ come un meccanico nella sua officina che usa tutte le sue chiavi a seconda di quella di cui ha bisogno. Le chiavi nella metafora sono tutte le macchine di cui ti puoi servire in uno studio attrezzato. In termini di qualità, fra analogico e digitale, non c’è paragone.

Segui un metodo preciso per fare un beat?
Non necessariamente. Dipende tutto dal mood che c’è, se sono da solo o con altri artisti. Tutto varia dall’energia che aleggia nello studio. Alla fine è musica, viene un po’ da sé.

La tua prima hit?
Direi Non Lo So di Ghali featuring Izi, un pezzo che ancora mi fa impazzire.

Che consigli daresti agli altri producer?
È quasi scontato da dire, ma il trucco è crederci fino in fondo e non mollare mai. La vera motivazione è quella.

Qual è la richiesta più strana che ti hanno mai fatto per produrre?
Magari c’è quello che ha 12 anni e se ne esce con una richiesta professionale e poi c’è il rapper famosissimo che ti fa una richiesta senza capo né coda, cose che non stanno al mondo. Ne vedo di tutti i colori, anche gente che manca proprio di rispetto.

Dammi una panoramica del tuo equipaggiamento in studio.
Come casse uso delle Adam A7x che sono belle toste, poi ho una Novation Impulse come tastiera, un microfono Neumann e una scheda audio Apollo Twin USB. Micidiale.