Cesare Cremonini, il video backstage di Rolling Stone

La nostra copertina di dicembre è dedicata al ritorno di un artista che ha combattuto contro etichette e pregiudizi, che con noi ha riavvolto il nastro dei ricordi, raccontati attraverso gli scatti iconici di Piepaolo Ferrari

Dal sedicenne che seduto al piano componeva Vorrei fino al suo ultimo album, Possibili Scenari, pronto ad esplodere con un tour negli stadi. Per il nuovo numero di Rolling Stone in edicola da dicembre, Cesare Cremonini riavvolge il nastro dei ricordi, raccontando il cammino che lo ha portato ad affrontare il “trauma post-Lùnapop”, scrollandosi di dosso le etichette e i pregiudizi di chi ancora lo vedeva con i capelli tinti di rosso, mentre cantava 50 Special a diciannove anni.

Cesare Cremonini in copertina del nuovo numero di Rolling Stone di dicembre. Foto di Pierpaolo Ferrari

Nella nostra intervista esclusiva Cesare parla delle sue debolezze, del prezzo del successo e dell’amore per la musica, con cui ha combattuto contro “le angherie di mezza Italia”, contro un’industria discografica che lo relegava in secondo piano. «Quando la gente non veniva a sentire i miei concerti, io andavo a quelli degli altri. Invidiavo Vasco, i Muse e i Coldplay, perché avevano fan preparati e affamati di musica. Ora anche i miei sono così: è il miglior pubblico possibile…va dalla ragazzina innamorata a chi ascolta Ozzy» – fino al seguace della scena indie, «che da Primo Bacio Sulla Luna ha iniziato a perdonarmi il peccato originale dei Lùnapop».

La copertina speciale per Bologna con Cesare Cremonini del nuovo numero di Rolling Stone in edicola da dicembre. Foto di Pierpaolo Ferrari

E se con Possibili Scenari Cremonini ha firmato il disco della maturità, con un ritorno “costruito per aprire il cuore, e non per avere successo”, noi per la nostra copertina ci siamo affidati a una ‘popstar’ della macchina fotografica come Pierpaolo Ferrari, che per l’occasione ha immortalato Cesare in scatti iconici: una doppia copertina speciale con cui il cantante, prima di partire per gli stadi italiani, ha voluto celebrare l’amore per la sua città e per la sua squadra cdi calcio, indossando la storica maglia del Bologna F.C. del 1925, l’anno del primo scudetto.

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