Belize, lasciatevi stupire dal loro ‘Superman’

Dopo X Factor sono ai primi posti della Top Viral di Spotify e ora sono pronti a pubblicare un nuovo EP che vi lascerà a bocca aperta. Non potevamo non fargli due domande

Già dal loro album d’esordio, Spazioperso, si poteva intuire. Un sound, quello dei Belize, che si candida fra i più interessanti della scena italiana: capace di racchiudere l’oscurità dell’elettronica e del trip hop insieme alla ritmica ruvida del rap, illuminando il tutto con le melodie prese in prestito dal cantautorato italiano.

E se forse il grande pubblico ha spostato i riflettori sui quattro ragazzi di Varese soprattutto dopo la loro partecipazione ai casting di X Factor – dove hanno stupito i giudici con il loro inedito Pianosequenza – ecco che esce oggi in anteprima la clip realizzata per il nuovo singolo Superman.

Il brano, nuovo anticipo dell’EP Replica in uscita per Ghost Records il prossimo 3 novembre, racconta la necessità di accettare se stessi, i propri limiti e le proprie paure mentre, sullo sfondo visivo, le immagini realizzate da Giacomo Fumagalli (Aloha Project). Una raffica di colori dissacrante, che gioca con le icone della cultura pop contemporanea. Il risultato? Una bomba atomica pronta ad esplodere.

La copertina di ‘Replica’ realizzata da Aloha Project. Il nuovo EP dei Belize uscirà il 3 novembre

Ci sarà certo il modo di conoscerli meglio live, l’11 novembre alle Cantine Coopuf di Varese o il 24 al Circolo Magnolia di Milano, ma a noi aspettare non piace per questo abbiamo deciso di incontrare Riccardo, cantante frontman di una band totalmente indipendente ma che, da alcune settimane ormai, si piazze stabilmente alle prime posizioni della classifica italiana Viral 50 di Spotify.

Mattia, Federico, Riccardo e Yed. I Belize fotografati da Dali Geralle

Ciao Riccardo, da dove nascono i Belize?
Parte tutto dalla passione comune per Endtroducing….. di Dj Shadow che condividevo con il chitarrista della band, Mattia. Da quel momento è nata la voglia di produrre un suono che miscelasse l’hip hop e le sue atmosfere a quelle della musica italiana

Partite dalla scena indipendente di Varese e Milano, e ora X Factor. È cambiato qualcosa dopo l’esperienza televisiva?
Non è cambiato assolutamente nulla da quello che eravamo prima di X Factor. Non abbiamo fatto le selezioni per farci vedere o per avere più pubblico: è un’occasione che ci è piombata all’improvviso e abbiamo deciso di provarci più che altro per divertimento, per sperimentare un mondo attraente come quello della televisione. Il caso ha poi voluto che proprio in quei mesi fossimo al lavoro con Aloha Project, per realizzare un progetto che fosse una reale simbiosi tra musica e grafica. È grazie a lui se abbiamo deciso di registrare nuovo materiale, fra cui Superman e Pianosequenza, la canzone che abbiamo deciso di presentare a X Factor.

A proposito di X Factor, da dov’è nata l’idea di portare una cover ‘atipica’ com’è stato con la vostra versione di Ninna Nanna di Ghali?
Spesso in sala prove ci divertivamo a suonare pezzi di Sfera Ebbasta o di Ghali e abbiamo deciso di portare la sua Ninna Nanna perché la reputo una canzone estremamente pop, nonostante siano stati in molti a criticarci per la scelta di aver portato un pezzo trap. Secondo me, anche melodicamente parlando, Ninna Nanna è un brano perfettamente riuscito e i numeri di Ghali parlano chiaro.

Il vostro inedito, Pianosequenza, è stato invece definito da Manuel Agnelli “il migliore delle selezioni”.
Abbiamo avuto la fortuna di aver colpito Manuel, e da lì si è instaurato un legame professionale con lui. Ha deciso di continuare a lavorare con noi, ci ha dato la sua mail e ora monitora tutto quello che facciamo, ci sta ‘controllando’, e questa cosa ci riempie di orgoglio. Agnelli è una persona che ama moltissimo quello che fa, e noi abbiamo avuto la fortuna di poterlo conoscere a livello umano, anche al di là del programma.

Foto di Dali Geralle

Per settimane avete guidato la classifica Viral di Spotify. Vi aspettavate questo riscontro?
Assolutamente no, nessuno di noi. Ci rende entusiasti che il pubblico interessatosi a noi con X Factor abbia continuato a seguirci, anche ascoltando i nostri lavori precedenti. In un commento ai nostri video su YouTube ho letto “è assurdo che io debba guardare la Tv per scoprire suoni nuovi” e secondo me è verissimo. Credo che oggi per una band indipendente sia più consigliabile passare per un programma come X Factor, che non snatura assolutamente quello che è il lavoro dell’artista, piuttosto che cercare di adattarsi al gusto di massa per conquistare un pubblico più vasto.

Parlaci del nuovo EP, Replica. Cosa dobbiamo aspettarci di nuovo rispetto al vostro precedente album Spazioperso?
Spazioperso era una raccolta di tutto ciò che sono stati i Belize dal 2013 al 2015, ed è stato un lavoro da cui abbiamo imparato tantissimo, sia a livello di composizione che di produzione. Questo EP, per cui ci siamo chiusi in studio col producer Giacomo Carlone, nasce quasi totalmente da un’idea di Aloha, dai suoi disegni che ci hanno dato l’idea per le canzoni. Mentre in Spazioperso parlavamo molto del ‘tempo dilatato’ dell’università, delle serate che si inseguono in un loop che ti trascina, in questo EP abbiamo cercato i nostri luoghi, di dare uno spazio ben definito ai sentimenti di cui raccontiamo.