Autarchia Liquida

Con lo streaming si sono aperte possibilità enormi per gli artisti italiani. E nell'aria c'è un'energia nuova, contagiosa.

Salutiamo il 2017 con occhi luccicanti e alcune nuove certezze. A 40 anni dal primo pezzo rap ufficiale della storia, Rapper’s Delight, per la prima volta la black coalition di R&B e hip hop ha conquistato il 25% del mercato, contro il 23 del rock (fonte Forbes). Sebbene il dettaglio degli album fisici venduti sia ancora a favore del rock (40%), si tratta di uno scarto che nei prossimi anni potrà solo crescere.

Merito degli alieni, chioserebbe il Dr. Pira, e di quella pazza invenzione che è lo streaming. Lo vediamo nella vita di tutti giorni: YouTube, Spotify e tutti gli altri servizi stanno cambiando radicalmente le modalità di consumo della musica. Anche in Italia stanno creando scenari inediti e inaspettati, permettendo a newcomer assoluti di costruirsi carriere la cui accelerazione da 0 a 100 è simile alle migliori Ferrari. È la storia dell’album che Rolling Stone ha votato come migliore dell’anno, Polaroid di Carl Brave x Franco 126. Due trasteverini che hanno saputo sintonizzare rap e trap con l’italica voglia di morbidezza, generando vagonate di views, ma soprattutto vendendo decine di migliaia di biglietti ai loro concerti.

Per degli esordienti assoluti – con solo una label indipendente come Bomba Dischi alle spalle – è un fatto enorme. Ho avuto la prova evidente dell’energia travolgente che c’è attorno a questa roba italiana al MI AMI di questo maggio, palco la Collinetta. In line up, oltre a Carlo e Franco, al terzo concerto in assoluto, Coez, che lanciava un disco che avrebbe bruciato ogni record, e iniziava dall’Idroscalo quello che sarebbe stato un trionfale tour. Si poteva immaginarlo, ma nessuno si sarebbe aspettato certi numeri.

Vale tutto: Vasco fa il concerto da guinness dei primati a Modena Park (240k biglietti), Cremonini annuncia gli stadi e Jova apre un pop shop per promuovere un disco prodotto da Rick Rubin. È l’autarchica Italia, in cui però l’esperienza avant-pop assolutamente internazionale del festival torinese Club To Club, alla sua migliore edizione di sempre, conferma che l’energia di questo periodo è contagiosa, e si trasmette cheek to cheek. Vediamo cosa troveremo davanti ai nostri occhi quando li apriremo nel 2018. “Il risveglio dal sogno forse uccide, mai tradisce”, cantava un giudice di X Factor, talent show da cui fino a qualche anno fa “partiva tutto”, ma ormai diventato solo una parte ben incollata della tappezzeria.