10 aneddoti su “Antichrist Superstar” di Marilyn Manson

Incontri ravvicinati nei bagni, presunti suicidi, scorpioni sul palco e altri retroscena sul secondo disco dell’artista controverso, quello che lo portò al successo

«Una persona non scrive un diario per se stessa» sostiene Marilyn Manson nella sua avvincente biografia del 1998 That long hard road out of hell. «Lo scrive per gli altri; è un segreto che non vuole confessare ma vuole far sapere a tutti».

Manson – uno dei provocatori più spregiudicati del rock– non ha mai negato le sue verità più scure, anche quando ha diluito la decadenza esistenziale con la performance art e la critica culturale, sfumandone i confini.
Le sessioni di registrazione di Antichrist Superstar, il secondo disco della band eponima ma il primo a ottenere una certificazione di platino, sono diventate leggendarie.

Impegnati a lavorare a New Orleans con il co-produttore Trent Reznor, Manson e la band entrarono in una spirale di droghe pesanti, lotte interne che alla fine causarono l’allontanamento del co-fondatore e chitarrista Daisy Berkowitz, e manie assortite. Nel frattempo, lo stesso Manson era sull’orlo del collasso. «Ho fatto degli esperimenti con diversi farmaci sotto prescrizione: solfato di morfina, Percocet, Lorcet» scrive nella biografia «e mi sono infilato aghi sotto le unghie per testare la soglia del dolore, dato che quella emotiva era stata già superata».

Per celebrare il ventesimo anniversario del disco, ecco dieci storie estreme su Antichrist Superstar.

Numero di strumenti rotti

Durante le sessioni, la band distrusse dozzine di strumenti e materiali di registrazione, lanciando una drum machine dal secondo piano e infilando un registratore multi-traccia nel microonde.

Uno dei momenti più critici in studio si ebbe quando Renzor distrusse la Fender Jaguar elettrica preferita di Daisy, salvata da una pila di scarti durante la registrazione del video “Sweet Dreams (Are Made of This)”.

«Daisy è entrato in sala di registrazione, tutto contento di trovarci Trent» ha scritto Manson in The long hard road out of hell. «Noi altri eravamo vicino alla console del mixer per monitorare la sala attraverso due telecamere a circuito chiuso. Sullo schermo, abbiamo visto Daisy fare sfoggio della sua chitarra rifinita. Era molto contento e anche Trent pareva interessato. Poi, mentre noi restavamo a guardare, Trent ha preso la chitarra, se l’è infilata sotto il braccio e ha strimpellato un po’ prima di fracassarla sull’amplificatore senza pietà, consegnandola al destino che le spettava circa un anno e mezza prima. Trent è uscito dalla stanza con nonchalance e Daisy è rimasto lì con aria spettrale per qualche secondo, prima di uscire di corsa dallo studio e prendersi metà della giornata libera per capire cosa diamine fosse successo».

Tecniche di alterazione della mente

Al di là della quantità innumerevole di droghe, la band sperimentò con tecniche di alterazione della mente come la deprivazione del sonno e le punizioni rituali.

«Mi ero messo a trascrivere i sogni fatti negli ultimi nei cinque anni; questa cosa mi ha ispirato così tanto da volere davvero l’apertura del mio subconscio» ha detto Manson a Headbangers Ball di MTB. «Abbiamo fatto diversi esperimenti per raggiungere aree della mente a cui normalmente non avremmo avuto accesso, attraverso la deprivazione del sonno e l’induzione del dolore. E poi certo, c’erano le sostanze illegali, droghe e cose del genere».

«La masturbazione, la pornografia hardcore e la deprivazione del sonno mi hanno cambiato la vita» ha rincalzato Manson a Kerrang! «La prima volta che sono rimasto in piedi per quattro giorni di fila per via della metanfetamina, abbiamo iniziato a comporre la base di Antichrist Superstar».

Per me il rock & roll è questo
e non ho paura di rifarlo

Atti osceni in pubblico
Mentre il consumo di droga era fuori controllo, Manson e compagnia si dedicarono anche ad atti osceni in pubblico. Il più strano riguardava un rotolo di carta assorbente.

«Vivevamo in maniera decadente» ha detto Manson a Spin. «Credo che fosse troppo per Trent [Reznor], e questo ha fatto precipitare il nostro rapporto. Andavo a letto alle sette del mattino, mi svegliavo alle quattro del pomeriggio e poi iniziavo a bere e a farmi di droghe. La cosa più divertente – l’ho rivista da poco in videocassetta– è stata quel giorno in cui sono uscito di casa solo con una parrucca bionda, una corona del Burger King e un rotolo di carta sul pene. Me ne sono andato in giro così in pieno giorno. Per me il rock & roll è questo, e non ho paura di rifarlo».

Scorpioni sul palco
Nessuno si aspetta che i fan dei Marilyn Manson lancino delle rose sul palco. Ma persino la band deve essere rimasta sconvolta da certi omaggi ricevuti durante l’Antichrist, Dead to the world tour. Tipo gli scorpioni.

«Stasera la folla è incontrollabile, ha sradicato tutta la prima fila di sedili e ha colpito Twiggy sul braccio con un pezzo di rivestimento gigante» ha scritto Neil Strauss per Rolling Stone documentando quel macello. «Un ragazzo robusto in prima fila continua a incitare Manson alla lotta. Quando qualcuno lancia una sigaretta sul palco, il cantante si tira in dietro con uno scatto. Dopo lo show, confessa che pensava la sigaretta fosse un petardo. Durante un altro concerto, qualcuno ha lanciato uno scorpione sul palco. Gli scorpioni sono una delle poche cose a questo mondo di cui Manson ha paura».

Billy Corgan e le scimmie di mare
Manson sostiene che, al culmine della loro fissazione per le droghe, il leader degli Smashing Pumpkins Billy Corgan inalò per sbaglio delle scimmie di mare.

«Sono delle piccole mosche che vivono nel mare» ha spiegato Manson a Select, svelando alcuni dettagli sullo strano agente intossicante. «Le puoi tirare fuori dall’acqua e farle essiccare in una polverina bianca. Puoi conservarle per anni, ma quando vengono esposte di nuovo all’umidità, tornano in vita. Billy pensava fosse cocaina, e le ha sniffate. Adesso avrà delle mosche nei setti nasali per due anni. Piscerà gamberi!»

In The long hard road, Manson confessa di aver persuaso una «puttana eroinomane sui quarant’anni» e «una goffa ragazza abbronzata con l’apparecchio» a provare quella roba. «Le abbiamo ospitate sul tour bus e siamo riuscite a convincerle a inalare un pacchetto di scimmie di mare in polvere. A dire il vero, la sostanza era bianca e la servivamo con una piccola paletta, come se fosse cocaina. Non ho dovuto usare pretesti per convincerle a farlo. A dire il vero ho letto dei brani da un manuale, spiegando che quelle piccole creature erano aritmie saline che avrebbero continuato a crescere dentro di loro per anni. Ho detto che niente poteva essere più eccitante che lasciar fluttuare quelle piccole creature nel flusso sanguigno, per non parlare della botta che avrebbero avvertito, tutta da scoprire»

The Beautiful People

Durante l’esecuzione del singolo The Beautiful People ai VMA del 1997, Manson paragonò la cristianità al fascismo.

Vestito con un abito nero eloquente, Manson avanzò sul palco con una banda dalla foggia militare e salì su un podio decorato dalla scritta Antichrist Superstar. Fiancheggiato da un paio di finti agenti dei servizi segreti, fece un discorso martellante contro i cristiani.

«Miei cari compagni americani, non verremo più oppressi dal fascismo della cristianità» intonò. «E non saremo più oppressi dal fascismo della bellezza. Vi vedo seduti lì impegnati a fare del vostro meglio per non essere brutti, per non essere esclusi, per ottenere un posto in paradiso, ma lasciate che vi chieda: volete davvero vivere in un posto pieno di teste di cazzo?»

Sogni e visioni disturbanti
Antichrist fu parzialmente ispirato da «sogni e visioni disturbanti su un mondo distrutto in cui Manson era l’unico superstite»

«Era una specie di punizione finale dovuta a tutte le cose che mi erano successe crescendo» ha detto il cantante a Rolling Stone. «Uno dei sogni era ambientato nel futuro, forse a Fort Lauderdale. Le forme di intrattenimento erano diventate davvero estreme, le persone erano state trasformate in zombie con il solo proposito di divertire. Ho visto donne completamente fuori di testa, che ballavano nelle gabbie con le mascelle sigillate dai cavi in modo da non staccare a morsi il cazzo dei tutti i ragazzi attorno a loro intenti a masturbarsi. Era letteralmente Sodoma e Gomorra. E in qualche modo c’ero anche io, che stavo presentando l’evento o facendo una performance, non lo so. Probabilmente fu quella la prima apparizione di quello che sarebbe stato Antichrist Superstar».

L’incontro con Conan O’Brien a Flavor Flav

Nel marzo del 1997, a metà del tour, Manson partecipò alla premiere di Private Parts di Howard Sterne, che conteneva The suck for your solution (uno scarto di Antichrist). Quella sera il cantante conobbe diverse celebrità, da Conan O’Brien a Flavor Flav. Stando ai suoi racconti, si trattò di incontri fuori di testa.

Manson, accompagnato dalla cantautrice emergente Fiona Apple, rimase stordito dal tappeto rosso e frustrato dal dover «fare moine con una massa di stronzi». Dopo essere schizzato di sopra, lui e Twiggy Ramirez si imbatterono in Flavor Flav. «Ci siamo battuti il cinque e abbiamo ballato» ha scritto Manson in The long hard road. «Non riuscivo a vedere i suoi occhi, ma se avessi potuto, forse mi avrebbe fatto l’occhiolino che si rivolgono i drogati, che sia vero o solo immaginato»

Alle fine ebbe uno scambio strano anche con Conan O’Brien («si è limitato a sorridere con quella faccia inquietante da neonato che si ritrova») e Tom Arnold («che era tutto sudato e ansioso e smanioso, sembrava fatto di qualche speed») e offrì dei rilassanti muscolari all’amico Billy Corgan, con cui decise per scherzo di formare una band «chiamata Fruity, tutta al gusto di frutta».

Nel backstage

Manson è sempre stato famoso per i suoi atteggiamenti da Caligola nel backstage. Ma un incontro furtivo in bagno durante la lavorazione di Antichrist lo fece riflettere sulle radici dei suoi comportamenti oltraggiosi.

Come racconta in The long hard road, Manson e Missi, la sua fidanzata dell’epoca, una volta si recarono al bar Hideout di New Orleans, dove incontrarono una donna dall’atteggiamento provocante. Lei e Manson avevano avuto una storiella l’estate precedente; il cantante la paragonava a una «sfera specchiata». Dopo essersi avventurato ubriaco in bagno, la ragazza si infilò nel gabinetto per mostrargli il suo anello da clitoride.

«Non sapevo se dovevo leccarla, masturbarla o scoparla» ha ammesso Manson. La donna tirò fuori una piccolo involucro di plastica pieno di cocaina e stese una riga sul bordo dello sciacquone. Iniziarono a baciarsi dopo aver sniffato. «Avevo i pantaloni calati a metà e lei tirò fuori il mio pene flaccido. Non mi importava più di essere scoperto: pensavo solo alla pipì. Era come se l’avessi inalata, perché era l’unico odore che riuscissi a sentire, e dovevo ancora farla»,

«Le infilai una mano nei pantaloni e strappai l’anellino dal gancio sul clitoride con violenza, facendola urlare per il dolore, la sorpresa o l’estasi. Infilai il pollice dentro di lei, piegando il dito medio e spingendolo nel buco del sedere. “Perché lo sto facendo”, mi domandai? Non stavo cercando di eccitare nessuno dei due. Stavo solo cercando di essere sconcio. Sembrava una cosa adatta alla situazione. Avrei potuto tranquillamente infilare una mano nella spazzatura e ottenere lo stesso risultato».

Quando uscì dal bagno, Missi se n’era già andata.

Halloween
Prima del concerto di Halloween nel 1996, girava voce che Manson si sarebbe suicidato sul palco quella sera stessa.

«I realize, and I can see/ That suicide is painless» ha cantato Manson una volta in una cover della colonna sonora di MASH. Ma ci mancò poco che il re dello shock-rock negli anni novanta non prendesse di petto la questione durante una performance al Convention Center di Asbury, in New Jersey, la sera di Halloween del 1996. Per ironia del destino, il concerto era destinato a essere macabro ancor prima che la band salisse sul palco: come riportato da MTV, c’era stata un falso allarme bomba che spinse la polizia a usare dei cani di rintracciare le sostanze esplosive prima che i fan potessero entrare.
Manson ha parlato del suo presunto suicidio nella parte dedicata al tour in The long hard road. «Sono morto così tante volte lo scorso anno» ha scritto nel libro, «che non credo sia rimasto molto da uccidere».